Pollino, l’ultimatum dei precari

13/04/2005

    martedì 12 aprile 2005

    Ex Lsu
    I sindacati annunciano il presidio della sede del Parco se entro 7 giorni i 334 lavoratori non riceveranno i salari arretrati
    Pollino, l’ultimatum dei precari
    Cgil, Cisl e Uil: «Solo risposte certe possono riportare la calma»

    Rotonda – Se non arrivano i soldi sono decisi a tutto a cominciare dal presidio del Parco. Lo dicono i lavoratori del Parco del Pollino per i quali si sarebbe aperto uno spiraglio per il pagamento delle spettanze arretrate. La società «Duemila Spa» che li ha in carico nel giro di una settimana dovrebbe avere dal Parco i fondi per coprire il costo del progetto che impegna i 334 ex Lsu. Si tratta in particolare di alcune quote arretrate del 2004 che dovrebbero arrivare dalle due Regioni Basilicata e Calabria. Complessivamente 820mila euro di cui 700mila li dovrebbe erogare la Calabria e la restante parte, ossia 120 mila euro, la Basilicata. Pertanto tra sette – otto giorni i lavoratori dovrebbero avere qualche segnale positivo sul fronte delle retribuzioni con la corresponsione di almeno una delle tre mensilità ancora non pagate. Pare che la delibera che autorizza in particolare la Regione Calabria ad erogare la sua parte di 700mila euro sia già nell’ufficio di ragioneria dell’ente. «Ma ciò non significa che smobilitiamo – sottolinea Matteo Mosca della Filcams Cgil – lo stato di agitazione tra i lavoratori permane, la protesta è solo rinviata. Qual ora tra una settimana i soldi non dovessero arrivare occuperemo il Parco».

    La tregua momentanea è stata decisa nella riunione tenutasi ieri nella sede dell’Ente Parco a Rotonda. Durante l’assemblea ci sono stati contatti telefonici tra il Parco e la Regione Calabria da cui si è saputo dei 700mila che a breve dovrebbero essere erogati per il pagamento dei 334 ex lavoratori socialmente utili. L’assemblea è stata caratterizzata da toni piuttosto vivaci.

    Tramite votazione si è deciso di attendere ancora una settimana prima di passare a strategie di lotta più incisive se non ci saranno gli sviluppi positivi tanto attesi sul versante dei pagamenti. C’era chi, invece da subito avrebbe preferito occupare il Parco. «Ancora una volta – sottolinea Mosca – è prevalso il senso di responsabilità dei lavoratori anche se ci sono famiglie che vivono solo con questo reddito. Certamente – continua il rappresentante sindacale – come sindacati non siamo soddisfatti degli esiti dell’assemblea in quanto a tutt’oggi non vi è ancora alcuna certezza che i lavoratori possano finalmente avere quanto spetta loro di diritto. La società deve asssumersi i propri rischi imprenditoriali non deve scaricare sul Parco che non paga le fatture arretrate non avendo ricevuto i soldi dalle Regioni. Se i lavoratori da qui ad una settimana saranno pagati allora sarà possibile riaprire un tavolo di confronto anche per decidere con i due nuovi presidenti regionali quale futuro dovrà avere il progetto Pollino. Un’attività importante – conclude Mosca – per un’area ad alto rischio sociale economico e occupazionale».

Pino Perciante