“Politica” O la borsa o la vita

30/05/2007
    mercoled� 30 maggio 2007

    Pagina 4 – Primo Piano

      Elezioni
      la politica economica

        La borsa? Il governo sceglie la vita

          Sinistra all’assalto del tesoretto. Damiano vuole alzare tutte le penzioni sotto gli 800 euro

          ANTONELLA RAMPINO

          ROMA
          �Non ci presentassero un Dpef precotto perch� stavolta davvero non lo voteremmo�, dice il comunista Oliviero Diliberto. �Adesso dobbiamo andare avanti con le politiche sociali, fare un salto di qualit� su precari e pensioni� attacca il rifondarolo Franco Giordano. Seguono, a ruota, Paolo Cento, Alfonso Pecoraro Scanio dei Verdi, e uno per uno tutti gli esponenti di rilievo della sinistra-sinistra. Cosa c’� alle viste � chiaro: con un’agenda di governo da tempo impostata sul �ne parliamo dopo le amministrative�, adesso toccher� affrontare le politiche economiche e sociali. Pensioni, liberalizzazioni, (dopo il braccio di ferro durato otto mesi con il ministro Lanzillotta, si vedr� solo in Aula come andr� realmente a finire), e fonti energetiche. Franco Giordano l’ha detto chiaramente, nel chiuso della segreteria politica ieri, �la partita-chiave � quella delle pensioni, e dobbiamo muoverci subito perch� gi� dal Dpef si vedr� dove il governo vuole andare a parare�. E non che il governo non ne sia consapevole. Poich� il primo nodo � quello delle pensioni, e si sa che la sinistra-sinistra si muover� facendosi scudo delle decisioni dei sindacati, gi� nella nottata trascorsa al tavolo con la Triplice il governo avrebbe ventilato la possibilit� di aumentare non solo le pensioni derivanti da lavoro ferme al minimo di 400 euro al mese, ma anche quelle che stanno sui 600-700 euro. Un provvedimento che riguarderebbe un paio di milioni di pensionati (invece di un milione e trecento), ma che comporterebbe la disponibilit� di Cgil-Cisl-Uil a considerare la revisione dei coefficienti, e dunque ad accettare la sostanza della riforma del sistema previdenziale, almeno secondo Tommaso-Padoa Schioppa.

          La partita, comunque, � appena (timidamente) avviata. Al centro di tutto c’� l’assalto al cosiddetto �Tesoretto�. Sono all’incirca 2,5 miliardi di euro, anche se la cifra esatta (non a caso) non � ancora stata comunicata ufficialmente. Romano Prodi, nel question time in trasferta a Firenze per la Conferenza sulla famiglia, ha assicurato che quella somma verr� destinata, per i due terzi, alle famiglie, al disagio sociale, Cesare Damiano nella stessa sede ha �allargato� all’aumento delle pensioni minime, alla regolarizzazione dei precari, insomma a quello che comunemente si chiama Welfare. Il resto delle maggiori entrate dello Stato, all’incirca 7,5 miliardi, sono destinati da Tommaso Padoa-Schioppa a correggere (un pochino) il rosso del debito pubblico. L’ha promesso all’Europa, e soprattutto serve ad evitare una seconda manovra finanziaria di luglio, che peraltro potrebbe essere esiziale per il governo.

          Il quadro politico per giunta � tale che le amministrative , che per l’Unione di certo �sono state una ginocchiata sotto la cintola�, per dirla con il diellino Antonio Polito, sono andate se possibile peggio per l’ala riformista che sta convergendo nel Partito Democratico, preoccupata soprattutto dal cattivo risultato al Nord. Mentre per converso la sinistra tiene. Al suo interno, il Pcdi guadagna, in percentuali piccolissime e a macchia di leopardo, per carit�, ma guadagna, e questo fa crescere il nervosismo di Rifondazione. Delusa invece dai risultati, specie a Genova, specie nei quartieri operai di Ponente. E il risultato � come sottoporre il governo contemporaneamente all’azione di pi� forze centrifughe. Con i riformisti del Partito Democratico che spingono in direzione di liberalizzazioni e taglio delle tasse, mentre le sinistre chiedono che adesso si allarghino i cordoni della borsa. Il governo, almeno dai primi segnali, cercher� di tenere assieme tutte le esigenze. Il rischio � che il metodo sia quello seguito per gli aumenti del contratto degli statali, che non peser� sulla ripartizione del �tesoretto� perch� entrer� in vigore dal 2008. Quanto agli arretrati del 2007, che costeranno 600 milioni di euro in pi�, come dice il ministro Nicolais, �Tommaso Padoa-Schioppa si � convinto da solo della necessit� di mettere a disposizione questi fondi ulteriori�.