“Politica” La «spallata» è ai partiti (R.Mannheimer)

29/05/2007
    marted� 29 maggio 2007

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    L’ANALISI

      Continua a scendere l’affluenza.
      La �spallata� � ai partiti

      di Renato Mannheimer

        L’esito delle Amministrative suggerisce sia valutazioni sugli orientamenti degli elettori, sia considerazioni sulla loro relazione con la politica in generale.

        Entrambe, beninteso, sono inficiate dalla grande disomogeneit� dei risultati nei diversi ambiti e dalla ovvia presenza, ovunque, di una forte componente locale, ci� che rende ardua una interpretazione a livello nazionale.

        Nell’insieme, tuttavia, i primi dati segnalano soprattutto la buona affermazione dei partiti di opposizione, in particolare al Nord.

        Per la verit�, in alcuni dei comuni ove l’amministrazione � passata dal centrosinistra al centrodestra (ad esempio Monza e Verona), quest’ultimo aveva gi� prevalso alle Politiche del 2006. Anche per questo, sono forse pi� significativi i risultati di contesti — come la provincia di Genova e il suo capoluogo, che costituisce il Comune pi� grande di questo test elettorale e una vera e propria roccaforte del centrosinistra — ove l’Unione ha prevalso, ma il distacco tra i due poli si � ridotto drasticamente. L’esito positivo della Cdl ripropone dunque con forza la �questione settentrionale� e la crescente insoddisfazione di segmenti importanti di cittadini (sia dal punto di vista quantitativo, sia per la �centralit� socioeconomica dell’area di insediamento) nei confronti del governo Prodi.

        Si tratta per� di un fenomeno gi� noto, da tempo sottolineato anche su queste colonne, che il voto ha ulteriormente confermato.

        Viceversa, il calo di partecipazione era forse meno atteso dagli osservatori. Come sempre, l’afflusso alle urne alle elezioni amministrative � risultato inferiore a quello rilevato per le Politiche. Ma esso � apparso in sensibile decremento anche rispetto alle Amministrative precedenti: per oltre il 2% alle Comunali e per circa il 6% alle Provinciali.

        Anche in questo caso, l’andamento non � omogeneo: in alcuni comuni si rileva un decremento di partecipazione, mentre in altri, ove lo scontro era particolarmente acceso e coinvolgente, si verifica l’opposto. Ma nell’insieme si sono recati alle urne almeno 200.000 cittadini in meno: quanto gli abitanti di una media citt�. � un ulteriore segnale del �distacco� verso la politica e i suoi protagonisti, della sempre pi� scarsa capacit� dei partiti a mobilitare i cittadini e a persuaderli a prendere parte al funzionamento della democrazia. Un fenomeno di cui, non a caso, si � pi� volte parlato in questi giorni e che riguarda trasversalmente tutta la popolazione, l’elettorato di centrodestra come quello di centrosinistra, con una indicativa accentuazione tra i giovani, che si sentono pi� �lontani� (ed esclusi) dalla politica.

        Le prime analisi mostrano come ci siano stati diversi �tipi� di astenuti. C’� chi, a suo tempo, ha creduto in una possibile azione innovatrice di Berlusconi ed � rimasto insoddisfatto. C’� chi ha affidato le sue speranze a Prodi e si dichiara scontento dell’azione del governo. C’� anche chi ha avuto fiducia prima nell’uno e poi nell’altro, ed � oggi doppiamente scoraggiato. La motivazione pi� frequentemente addotta per spiegare l’astensione � per� comune: riguarda la percezione di incapacit� dei governi (e dei governanti) di realizzare quanto promesso in campagna elettorale e l’impressione che i politici siano �lontani dalla gente�.

        Come sempre, nei prossimi giorni si discuter� animatamente su chi ha vinto e chi ha perso le elezioni. Il calo di partecipazione dovrebbe far ricordare che hanno perduto un po’ tutti. Esso segnala il trend forse pi� significativo e preoccupante: la disaffezione dei cittadini dalla politica.