Politica industriale e lavoro. Il governo non ha una strategia

15/02/2010

“Gli effetti della crisi finanziaria su industria e lavoro aprono prospettive molto deprimenti per il futuro. Da parte del governo manca una strategia”. Lo ha dichiarato Susanna Camusso, segretaria confederale della CGIL, ai microfoni di Radio- Articolo1, ospite della trasmissione Italia Parla. “Non si può affrontare la crisi pensando che la situazione prima o poi si riprenderà da sola. Il governo dovrebbe decidere come impiegare le risorse che ha, quali indirizzi
determinare, quali sono le produzioni che non possono essere perse e quali vanno incrementate e promosse. L’assenza di politica industriale è uno dei motivi per cui abbiamo proclamato lo sciopero generale del 12 marzo”.
Nell’intervista, la Camusso ha definito la reazione di Confindustria “tardiva e insufficiente. E’ da un anno che mantiene un atteggiamento altalenante e non ha mai voluto aprire un conflitto effettivo nei confronti del governo rispetto alle scelte. La crisi si è manifestata in molte imprese associate a Confindustria, ma a Viale dell’Astronomia hanno reagito da semplici osservatori, pur essendo soggetti attivi. Per troppo tempo hanno pensato che si poteva continuare a competere sui costi e non sulla qualità. La politica è stata quella di non disturbare il manovratore”. Sull’impoverimento delle famiglie, la segretaria confederale della CGIL è stata chiara: “la crisi aumenta le disuguaglianze. Se non ci sono provvedimenti di iniziativa la povertà cresce, non diminuisce. Questo governo non ha fatto niente sul fronte dei redditi deboli. La social card e il bonus famiglia sono stati totalmente inefficaci. Lo stesso vale per i salari: hanno scaricato sui lavoratori e sulle loro condizioni le difficoltà. I lavoratori in cassa integrazione vivono ormai da molti mesi con salari del tutto insufficienti. Attenzione, perché in un sistema produttivo come quello italiano, fatto in prevalenza di piccole e medie imprese, l’assenza di capacità di spesa delle persone riduce ulteriormente la produzione”. Nei prossimi giorni “abbiamo un tavolo con il governo per Alcoa e abbiamo anticipato quello per la Fiat – conclude Camusso–. Chiediamo che il governo prenda atto delle vertenze e cerchi soluzioni. Vogliamo un suo impegno attivo. Si apra un tavolo di discussioni anche sulla nostra proposta di riforma del fisco”.