“PolìtEco (3)” Bombassei: «Anche i sindacati in campo per cambiare rotta al Paese»

29/04/2005
    venerdì 29 aprile 2005

      Pagina 11 – Economia

        L´intervista/2

          Bombassei, vice presidente di Confindustria: arrestiamo il declino
          «Anche i sindacati in campo
          per cambiare rotta al Paese»
          pubblico impiego Vanno rispettate le compatibilità di bilancio, statali inclusi. Ma il ministro Baccini su questo non risponde

            ROBERTO MANIA

              ROMA – Non è un aut-aut quello degli industriali al governo, è una sollecitazione a «cambiare rotta» perché fino ad ora la questione della competitività delle imprese è stata «sicuramente sottovalutata». «Ci accusavano – ricorda il vicepresidente della Confindustria Alberto Bombassei – di essere passati all´opposizione. Ma ora il cambiamento delle priorità della politica economica dimostra che avevamo ragione noi, perché i numeri non hanno colore politico». E questa è una partita anche del sindacato, con il quale – dice – «si deve puntare ad un accordo sul costo del lavoro».

              Ma non pensate che sia un po´ tardi cercare di contrastare il declino che la Confindustria denuncia nel suo rapporto?

                «No, ma è importante che si faccia presto. Noi confermiamo un giudizio positivo sul programma del nuovo governo. È significativo che dopo tante nostre raccomandazioni, ora la competitività delle imprese sia stata messa al centro dell´agenda politica».

                Ritiene che ci sia il rischio di un inarrestabile processo di deindustrializzazione nel nostro Paese?

                  «Mi auguro che non sia così. Certo stiamo assistendo ad una competizione forte in particolare dalle economie a basso costo del lavoro. Questo si traduce per noi in perdita di quote nei settori a basso contenuto tecnologico».

                  Dunque considera una riduzione del costo del lavoro decisiva per ridare fiato alle imprese?

                    «Certamente. In Italia il peso dei contributi sul lavoro è il più alto d´Europa. Ridurlo significa recuperare un po´ di competitività».

                    Ma forse significa anche qualche risorsa in più per i rinnovi contrattuali, a cominciare da quello dei metalmeccanici. È così?

                      «Sì, una detassazione degli incrementi salariali o una diminuzione del cuneo contributivo e fiscale, può dare più spazio alle trattative negoziali. Ma ci vuole anche la buona volontà del sindacato. Aggiungo che pure nel pubblico impiego vanno rispettate le compatibilità di bilancio».

                      Però il ministro della Funzione pubblica Baccini, ha invitato
                      Montezemolo ad occuparsi della Ferrari e non dei contratti pubblici.

                        «Baccini, purtroppo, non risponde nel merito».

                        Vi preoccupa la mancanza di coesione nella maggioranza confermata dal dibattito sulla fiducia?

                          «Un po´ ci preoccupa. Speriamo che la condivisione del programma prevalga sulle singole opinioni».