“PolìtEco (1) Montezemolo: ci aspettavamo di più, subito i fatti

28/04/2005
    giovedì 28 aprile 2005

    LA POLITICA ECONOMICA

    LA CONFINDUSTRIA
    Montezemolo: ci aspettavamo di più, subito i fatti

      ROMA – «Sono deluso dalla mancanza di interventi in questi ultimi anni. Da questo governo il mondo delle imprese si aspettava di più. È un dato di fatto incontestabile». Il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo torna a sferzare l’esecutivo a fare presto e preme affinché sul provvedimento sulla competitività venga messo «il voto di fiducia». Ma invita anche maggioranza, opposizione e sindacati a decisioni rapide e condivise su «poche e chiare priorità». Nello stesso giorno in cui la Camera ha dato il via libera al Berlusconi-bis, il leader degli imprenditori chiede ai politici e alle parti sociali una accelerazione sul fronte delle scelte economiche. «Solo oggi le priorità da tempo indicate da Confindustria – ha affermato ancora Montezemolo intervenendo all’assemblea annuale delle Confcooperative – sono finalmente al centro dell’agenda dell’esecutivo». È un fatto sicuramente positivo, commenta.

      Montezemolo dice molte altre cose. Dal palco della sala degli affreschi di Palazzo Altemps, lancia l’idea di una specie di patto tra produttori. «Mettiamoci insieme – chiede ai rappresentanti del mondo delle cooperative – facciamo squadra tra chi fa cooperativa e chi fa impresa». Il presidente di Confindustria si rivolge anche all’opposizione – in sala è presente il numero uno della Margherita Francesco Rutelli – invitandola e mettere sul tavolo le sue proposte «perché, nelle scelte, dobbiamo sapere cosa ne pensa il centrosinistra».

      Un riferimento critico anche contro «chi fa speculazione all’interno del mondo del credito e non investe nelle imprese, così il denaro rimane nelle stanze ovattate della finanza diventando capitale improduttivo». Il ragionamento è dentro un passaggio del suo intervento sulla cronica mancanza di concorrenza nel Paese.

      Qualcuno ha interpretato la nota sulla «speculazione» come una polemica nei confronti del sistema bancario. Ma è lo stesso Montezemolo a escludere ogni equivoco. Sotto schiaffo è l’attività finanziaria in genere. «Le grandi risorse finanziarie disponibili – ha precisato successivamente parlando con i cronisti – possono dare un grande contributo alle attività produttive del Paese purché contribuiscano ad aumentare la capitalizzazione delle imprese che devono crescere».

      Montezemolo tocca anche il capitolo del contratto del pubblico impiego, ricordando che il rinnovo deve mantenere l’equilibrio delle finanze pubbliche, e qui trova una pronta e secca reazione da parte del ministro della Funzione pubblica Mario Baccini. «Ha scoperto l’acqua calda – ha affermato il ministro Udc – lo chiamerò per una consulenza, pensi intanto a far vincere la Ferrari». Nonostante Montezemolo abbia anche usato parole concilianti nei confronti del governo, la sua ennesima richiesta di «fatti» ha infastidito qualcuno. Come il deputato di An Italo Bocchino, editore dell’ Indipendente e sfortunato sfidante di Bassolino alla Regione Campania. «Ha ragione a chiedere fatti – ha affermato – come hanno ragione gli italiani che attendono fatti dalla Fiat che il 2 maggio metterà in cassa integrazione 9.000 mila persone tra le quali per la prima volta 1.500 impiegati con il complice silenzio della sinistra e dei sindacati».
      A Bocchino sorge anche il «dubbio che la parabola discendente della Fiat, della Ferrari e il mandato a scadenza in Confindustria, stiano spingendo Montezemolo verso l’impegno politico».

      Nella sua lunga giornata romana – oltre all’assemblea di Confcooperative è andato anche a un convegno sull’energia – Montezemolo non ha replicato. Ma si è divertito a osservare che pure i «politici devono rendersi conto dell’eccellenza dei prodotti italiani come Fiat, Ferrari, Alfa Romeo e Lancia». C’è chi l’ha letta come una nuova frecciata al premier Berlusconi che si ostina a girare a bordo di una Audi 6, pur avendo in box una fiammante Maserati Quattroporte.

    Roberto Bagnoli