Poi però la Regione anticipa i saldi alla Befana i commercianti: salta la programmazione

10/12/2010

CAMBIA data l´inizio dei saldi. Non più il 7 gennaio ma il 6, giorno dell´Epifania. E mentre il governatore Enrico Rossi scrive all´arcivescovo Betori dicendo di essere d´accordo sul valore del riposo festivo, la sua giunta (con il sì dell´Anci) avalla la decisione dell´assessorato al commercio guidato da Cristina Scaletti di iniziare i saldi in un giorno di festa. Una decisione presa insieme alla conferenza delle Regioni confinanti che ha voluto fissare una data uguale per tutti per evitare la concorrenza. La giunta ha varato la novità lo scorso 6 dicembre. Scontenti i sindacati, ma anche i commercianti. «La Regione ha sbagliato – dice Franco Frandi di Confesercenti – ora i Comuni che non avevano preventivato le aperture dei negozi per quella data dovranno ripensarci, mentre i commercianti avevano già pubblicizzato l´inizio dei saldi il 7».
Difatti ieri l´Epifania ha acceso ancora di più la guerra al tavolo Comune-categorie-sindacati sulle aperture festive che ha segnato un altro fallimento. Ora il vicesindaco Nardella, che vedrà le diverse componenti una per una, ha dato come ultima data il 21 dicembre. Ma per ora l´accordo è lontano. Lo si era sfiorato sulle 22 domeniche di apertura fuori dai centri storici, ma i sindacati rifiutano che possano essere il 2 o tantomeno il 6 gennaio perché, dicono, i commessi hanno diritto al riposo dopo un dicembre di aperture continuate.
Ma quello che fa esplodere il tavolo è il centro, dove già sono ammessi 361 giorni su 365 di apertura, salvo Natale, Santo Stefano, il primo dell´anno e il primo maggio, quest´ultimo già eliminato l´anno scorso. Ma Confesercenti e l´amministrazione vogliono liberare il primo maggio, Confcommercio chiede libertà tutti i giorni dell´anno, magari anche Natale, Federdistribuzione, l´associazione dei supermercati, vuole che la libertà sia allargata dal centro alla periferia, Legacoop che si salvino le quattro festività. I sindacati vogliono anzi recuperare il 25 aprile e ieri hanno anche proposto la chiusura alle 22 di tutti i negozi che possono stare aperti fino a mezzanotte, le librerie fino alle una. E´ prevedibile che lo scontro più duro sarà sul primo maggio, irrinunciabile per commercianti e Comune, inaccettabile per i sindacati.