Pochi stranieri, semestre nero per il turismo

04/07/2002

4 luglio 2002



I dati di Federalberghi sulla prima metà del 2002. Perse 46 mila assunzioni

Pochi stranieri, semestre nero per il turismo


Previsioni positive per l’estate «Il 70% degli italiani sceglierà il nostro mare»

      ROMA – Negativi i primi sei mesi dell’anno per il turismo italiano. Alcuni numeri: il settore ha perso ben 46 mila posti di lavoro rispetto all’anno precedente; nei primi tre mesi del 2002, poi, la bilancia turistica dei pagamenti ha registrato un – 41% soprattutto a causa di un calo di presenze di turisti stranieri. Nel corso della conferenza stampa tenutasi ieri a Roma, il presidente della Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, ha presentato i dati elaborati dall’Osservatorio Turistico-Alberghiero della Federazione. Durante il primo semestre del 2002, altro dato negativo è registrato dalla perdita dello 0,6% di pernottamenti negli alberghi.
      Un quadro più rassicurante è dato, invece, dalle previsioni riguardanti i mesi estivi. Quattro italiani su cinque hanno già deciso di trascorrere le vacanze in Italia, preferendo come meta il mare, soprattutto quello del Sud.
      Una «estate degli italiani in Italia», secondo il presidente Bocca, considerando anche il fatto che solo il 15% ha deciso di andare a trascorrere le vacanze oltre confine.
      Diverse sono le richieste degli operatori turistici rivolte al governo: valorizzare il turismo, «comparto strategico e portante dell’economia perché trasversale a tutti gli altri settori», migliorare la politica dei trasporti e maggior apertura verso nuovi mercati. Collegamenti più sicuri e veloci, quindi, tra aeroporti, stazioni ferroviarie e le destinazioni turistiche. Perfezionamenti da mettere in atto considerando la necessità di promuovere, a livello internazionale, non solo le città d’arte o le località rinomate, ma i luoghi finora sconosciuti o poco valorizzati. Una particolare attenzione, poi, secondo Bocca, va rivolta al mercato russo. «E’ necessario aprire le porte ad un numero crescente di turisti dell’Est che desidera visitare il nostro Paese, portando sicuro giovamento all’economia». C’è però un problema: la difficoltà da parte dei consolati italiani di concedere il visto. «Fatto vergognoso – secondo Bocca – soprattutto perché si rifiuta di ospitare stranieri "di lusso", che hanno la possibilità di spendere considerevoli cifre sia per soggiornare sia per i vari acquisti».
Gia. Do.


Interni