Pmi: sotto tono alimentare e turismo

11/11/2004


             
             
             
             
            Numero 270, pag. 8
            del 11/11/2004
            Pmi, sotto tono alimentare e turismo
             
            Lo rileva il Centro studi di Unioncamere. Crescita più contenuta nella grande distribuzione.
            Attese di ripresa per fine anno. Mezzogiorno più penalizzato
             
            Volume d’affari ancora in contrazione per le piccole e medie imprese del commercio e dei servizi, ma attese di ripresa per fine anno. La rilevazione periodica, effettuata dal Centro studi di Unioncamere, mostra, infatti, che nel terzo trimestre 2004, rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, la stagnazione economica ha inciso più fortemente sulle imprese minori, mentre le medio-grandi hanno registrato un incremento delle attività. Ciononostante un clima di cauto ottimismo anima le aziende del terziario, in particolare quelle commerciali del Nordest e quelle dei servizi del Nordovest.

            Tra luglio e settembre 2004, le vendite delle imprese commerciali sono calate dell’1,3%, per effetto di un andamento negativo delle imprese minori (-2,8% per la piccola distribuzione e -1,9% per la media), solo parzialmente compensato dalla crescita, peraltro più contenuta che in passato, della grande distribuzione (+0,8%). A soffrire di più sono le imprese del Mezzogiorno (-2,1%) e del Centro (-1,6%), mentre Nordovest (-0,9%) e Nordest (-0,3%) mostrano andamenti meno penalizzanti. A livello settoriale, al positivo andamento degli ipermercati, supermercati e grandi magazzini (+1,2%) fanno da contraltare le difficoltà registrate soprattutto dal commercio al dettaglio alimentare (-2,5%). All’interno del comparto non alimentare (-1,5%), il settore abbigliamento ed accessori manifesta la flessione maggiore (-3,3%).

            La flessione tendenziale dei servizi (-1,1% il dato medio) trova spiegazione nell’andamento negativo delle imprese minori: infatti -2,2% è il dato registrato dalle imprese con uno-nove dipendenti e -1% quello delle aziende con 10-49 dipendenti. In positivo, al contrario, appaiono le performance delle medie imprese con oltre 50 dipendenti (+0,7%).

            A livello territoriale, rispetto al terzo trimestre dello scorso anno, le flessioni più sensibili appaiono quelle del Centro (-1,9%), mentre le altre ripartizioni registrano decrementi del volume d’affari inferiori alla media. A livello settoriale spicca il calo degli alberghi, ristoranti e servizi turistici (-2,7%) e dell’Informatica e tlc (-1,3%), mentre gli altri settori, per quanto in flessione, hanno andamenti superiori alla media nazionale.

            Sono positive le previsioni per il trimestre di fine anno da parte delle imprese del commercio e dei servizi.

            Per il commercio, infatti, ammonta a 32 il saldo tra attese di incremento e previsioni di riduzione delle vendite; per i servizi, invece, il saldo è pari a 21. A credere di più in un incremento del giro d’affari sono, per entrambi i settori, le imprese del Nord, mentre Centro e Sud mostrano aspettative un po’ meno positive.