Più tutele ai fondi pensione

29/10/2002

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
256, pag. 5 del 29/10/2002
di Filippo Caleri



Una direttiva proposta dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo.

Più tutele ai fondi pensione

Obiettivo definire standard comuni ai paesi Ocse

Una maggiore tutela per le pensioni integrative dei lavoratori dei paesi più ricchi. È l’obiettivo dei 12 principi stabiliti dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, per uniformare negli stati aderenti la vigilanza sui fondi pensionistici privati. E per proteggere e garantire le prestazioni previdenziali dal rischio di frodi e dalla cattiva amministrazione dei manager che li dirigono. Tra le direttive proposte la necessità di una chiara identificazione delle responsabilità di chi gestisce il fondo pensione. Ma anche l’esigenza di istituire un organo dirigente investito dei necessari poteri di amministrazione e garante degli impegni presi con i sottoscrittori. Oltre alla presenza di un auditor indipendente che controlli le azioni che possono mettere in pericolo i patrimoni e i capitali. E la nomina di un custode, esterno al fondo, per separare la proprietà dei beni patrimoniali dalle operazioni correnti. Il documento, stilato dagli economisti parigini e intitolato Linee guida per la governance dei fondi pensione è stato recentemente approvato dai governi degli stati membri dell’organizzazione che ha sede a Parigi. E rappresenta la prima iniziativa delle nazioni più industrializzate per la definizione di uno standard di norme internazionali che renda simile la disciplina di sorveglianza sui fondi pensione collettivi complementari alla previdenza pubblica, sempre più diffusi nei paesi avanzati per l’invecchiamento della popolazione. Strumenti sui quali però la garanzia e l’intervento statale sono sempre più limitati e sui quali pesa il rischio che scandali finanziari o speculazioni da parte di chi li amministra distruggano la ricchezza versata dai lavoratori nel corso della loro vita attiva. Le norme Ocse intendono scongiurare questo pericolo ma rappresentano, al tempo stesso, un’importante garanzia per la stabilità delle borse valori di tutto il mondo. Nel 2000, infatti, i fondi di gestione previdenziali detenevano nei loro portafogli quasi il 30% delle attività finanziarie dei paesi Ocse. Il loro controllo e la regolamentazione è, dunque, essenziale non solo per le buona riuscita della politica sociale e pensionistica, ma anche per assicurare il buon funzionamento del mercato mobiliare e degli strumenti finanziari. Quanto alle regole stabilite, l’Organizzazione chiede in primo luogo la precisa individuazione delle responsabilità di gestione attraverso l’adozione di uno statuto che fissi chiaramente la forma legale del fondo, la sua struttura gestionale e i principali obiettivi che persegue. Non solo. Questi devono nominare un organo dirigente a cui affidare i poteri, che sia il garante degli accordi con i lavoratori che sottoscrivono i piani di contribuzione e che protegga i loro interessi. L’Ocse consiglia anche, prima di prendere le decisioni fondamentali negli investimenti, di acquisire le informazioni più complete possibili anche avvalendosi di esperti esterni. Importante è anche la presenza di un auditor, cioè di un revisore esterno indipendente dai manager, che controlli la situazione finanziaria periodicamente e compili i rapporti da inviare a chi gestisce i capitali, corredato con eventuali contromisure da prendere per evitare perdite di risorse. I tecnici parigini invitano anche i fondi pensione a dotarsi di esperti nel calcolo attuariale, in grado di definire l’entità delle pensioni da erogare in relazione ai proventi delle gestioni. Mentre, per assicurare la salvaguardia dei patrimoni e tutelare maggiormente i lavoratori, chiedono l’affidamento dei beni a un organo esterno che ne acquisti la proprietà e che sia autonomo rispetto a chi si occupa della gestione corrente e degli investimenti. Tra le richieste, infine, anche l’istituzione di controlli interni su tutte le procedure amministrative, che includono gli strumenti per valutare le performance del fondo e i meccanismi di compensazione. Oltre alla definizione di un sistema di comunicazione tra le persone impiegate nell’amministrazione per assicurare l’effettiva e precisa trasmissione delle informazioni.