Più tempo per il sì al tfr nei fondi

22/04/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Primo Piano
Numero 096, pag. 3 del 22/4/2004
Autore: di Teresa Pittelli
 
Più tempo per il sì al tfr nei fondi
 
Il provvedimento passa al senato. Polemica tra sindacati e Ania sull’ipotesi di polizze individuali.
Si potrà dare l’assenso in sei mesi contro i tre prima previsti
 
Sì del senato al trasferimento del trattamento di fine rapporto nei fondi pensione. Ma il lavoratore avrà sei mesi di tempo, anziché tre, per dare la sua adesione. Se non si sarà pronunciato al termine di questa scadenza la liquidazione andrà direttamente al fondo pensione. Lo ha deciso la commissione lavoro del senato, che ieri ha approvato un emendamento alla delega sulla previdenza, concordato tra maggioranza e opposizione. Il ministro del welfare, Roberto Maroni, ieri è intervenuto per troncare l’aspra polemica tra i sindacati e l’Ania scoppiata a causa di alcuni emendamenti presentati dal presidente della commissione, Tomaso Zanoletti, che consentono ai lavoratori di destinare le liquidazioni anche a una polizza individuale, come quella assicurativa, anziché ai fondi pensione collettivi (come prevede il testo attuale). Una proposta applaudita dalle imprese assicuratrici, ma definita ´uno scempio’ dai sindacati. Maroni, però, ha assicurato che ´non ci sarà alcuno stravolgimento nella legge delega’.

Gli emendamenti Zanoletti. ´Al senato stanno facendo scempio del tfr e di tutta la previdenza integrativa’, ha attaccato ieri Pierpaolo Baretta, segretario confederale della Cisl, nel corso del suo intervento a un convegno di Business international sulla riforma del sistema previdenziale. Cgil, Cisl e Uil, sulla questione, hanno anche scritto una lettera di protesta a Maroni. Ma dallo stesso convegno è arrivato a stretto giro il contrattacco di Fabio Cerchiai, presidente dell’Ania. Secondo Cerchiai l’attuale testo della delega prefigura ´una fase iniziale in cui le quote di mercato verrebbero spartite, come riserve di caccia, tra i fondi chiusi e gli intermediari abilitati, escludendo in partenza le polizze individuali’. Un quadro che per Cerchiai lede ´la libertà individuale e la libera concorrenza’.

Maroni, però, ha troncato la polemica assicurando che ´saranno rispettati gli accordi presi con il sindacato nonostante le legittime pressioni dei tanti che hanno interesse a gestire i fondi’. Oggi, in seduta notturna, la commissione continuerà a esaminare gli emendamenti alla delega. Il testo dovrebbe andare in aula entro il 29 aprile.

Sulla questione del tfr è intervenuto anche il presidente della Covip, Lucio Francario, che ha sottolineato che ´il tfr è indispensabile per la partenza della previdenza complementare’, e che è ´fondamentale distinguere il risparmio previdenziale dal risparmio finanziario’.

Inps, le pensioni d’anzianità raddoppiano. Senza una riforma delle pensioni la spesa per i trattamenti d’anzianità subirà un’impennata, arrivando quasi al raddoppio in dieci anni: se nel 2005 ammonterà a 44,8 miliardi di euro, ´schizzerà’ a 83,1 miliardi nel 2015. Il dato, che emerge dalle tabelle dell’Inps dell’ultimo modello previsionale messo a punto dall’Istituto, è stato sottolineato sempre al convegno di Business international da Giuliano Cazzola, presidente del collegio dei sindaci dell’Inps. Cifre alla mano, nel 2005 le pensioni d’anzianità ammonteranno a 2.906.000 e, in assenza di interventi, sfioreranno quota 4 milioni (3.996.000 per l’esattezza) nel 2015, con oltre 1 milione di trattamenti in più. Passeranno così dal 20,5% nel 2005 al 28% nel 2015 sul totale delle pensioni Inps. Nel 2025, invece, le pensioni d’anzianità saranno 4 milioni e 757 mila, e la loro incidenza sul totale sarà del 31,7%. Il vero picco sarà nel 2030, quando le pensioni arriveranno a essere oltre 5 milioni. (riproduzione riservata)