Più rosso al Club Med

16/12/2003



        Martedí 16 Dicembre 2003

        FINANZA E MERCATI


        Più rosso al Club Med

        Effetto Irak e Sars, perdite salite a 94 milioni


        DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
        PARIGI – Quello chiuso a fine ottobre è stato, per Club Méditerranée , uno degli esercizi più difficili della sua storia. Guerra in Irak, epidemia di Sars, il gran caldo estivo hanno inciso negativamente in una gestione che già da qualche anno non brillava. I conti si chiudono con una perdita netta di 94 milioni di euro (62 milioni l’anno prima) su un fatturato in calo del 3,5% a 1,61 miliardi. Ciò detto, il Club Med è riuscito a contenere i danni, dimostrando che la "cura" impressa nell’ultimo anno dal presidente Henri Giscard d’Estaing per rilanciare il gruppo è quella buona. Prova ne sia che la società (ricordiamo che il 23% del capitale è nelle mani del gruppo Agnelli) ha registrato un cash­flow positivo di 42 milioni di euro e che punta nei prossimi 2­3 esercizi a un risultato operativo attorno a 100 milioni di euro (­6 milioni nel 2003). Quale la strategia per ridare vita al Club? Il presidente ha deciso di tornare alle origini, tagliando i rami non strategici (sono stati ridimensionati i programmi del settore fitness e quello dei Club di città), di ridurre i costi di gestione (tanto che il break­even è stato ridotto del 15%), di non essere più padrone dei muri dei club, ma solo il gestore, di puntare verso la gamma di qualità più elevata dei villaggi e infine, di esternizzare tutti i servizi (ad esempio la logistica). Azioni queste che si aggiungono a un piano di investimenti di 100 milioni di euro e da disinvestimenti per 50 milioni nel 2004. Grazie a questi interventi sostanziali, il Club dovrebbe riuscire a risalire la china. Il movimento sarà comunque graduale a causa soprattutto di un mercato che anche nel 2004 sarà convalescente, o comunque lontano dai picchi degli anni d’oro. MI.C.