Più ricca la borsa della spesa

11/04/2001

Il Sole 24 ORE.com

    Secondo Iri-Infoscan nel 2000 le famiglie hanno incrementato gli acquisti di oltre 3.300 miliardi

    Più ricca la borsa della spesa
    I beni di largo consumo sono stati comperati in supermercati e ipermercati nel 58% dei casi
    Vincenzo Chierchia
    MILANO Nel 2000 le famiglie hanno incrementato il volume di spesa. Secondo le stime di Iri-Infoscan (Information resources), che ha realizzato un Rapporto sul settore dei prodotti di largo consumo (grocery) presentato ieri a Milano, lo scorso anno gli italiani hanno speso nella grande distribuzione 3.325 miliardi in più rispetto al ’99, su un totale di circa 55mila miliardi di stima complessiva del business grocery. L’incremento netto sarebbe di 2.800 miliardi mentre 525 sarebbero in realtà stati prodotti dall’effetto inflazione. Ossia i rincari dei prodotti di largo consumo della grande distribuzione sono costati alle famiglie oltre 500 miliardi nel corso del 2000. Ad ogni modo — sottolinea il rapporto — il tasso medio di aumento dei listini di supermercati e ipermercati si è attestato intorno all’1% tendenziale, nettamente al di sotto rispetto al 2,5% medio rilevato dall’Istat per l’intero Paese. Complessivamente la crescita in valore delle vendite di prodotti grocery nei canali della distribuzione moderna è stata del 6,5 per cento.
    Da rilevare poi il fatto che sta crescendo in maniera sensibile la quota relativa ad apparecchiature elettrodomestiche e articoli cine-fotografici: peraltro come hanno sottolineato recenti stime dell’associazione Agaf e della Polaroid Europe, il mercato della sola fotografia in Italia si aggira sui 3mila miliardi di giro d’affari e la quota della grande distribuzione (10% circa) è in continua crescita, anche se ipermercati e supermercati puntano su segmenti ben precisi di prodotti.
    Per quanto riguarda gli elettrodomestici il tasso di crescita del business negli ipermercati è largamente a due cifre e si aggira sul 24% su base annua. La quota di fatturato sul totale è del 12% circa pari a oltre 1.800 miliardi di vendite finali.
    L’indagine ha poi sottolineato che la rete degli ipermercati è aumentata nel 2000 di 18 unità, quella dei supermercati di 172 e quella delle superette (i mini-supermarket) di 271 punti vendita. Sono stati inoltre censiti 58 nuovi hard discount. In flessione generalizzata i piccoli negozi di prodotti di largo consumo (tremila circa le chiusure). Alla distribuzione moderna fa quindi capo una quota del 70,7% del mercato grocery (69,3% nel 1999). A super e iper fa capo una quota aggregata del 58 per cento.
    E veniamo infine ai comparti che hanno dato il maggior impulso alla crescita delle vendite nella distribuzione moderna nel corso dello scorso anno. In pole position ci sono le bevande, seguite dai prodotti per la cura della persona, dal settore del fresco, dai surgelati e poi viva via dalla carta, dai prodotti per animali, da quelli per la cura della casa e dalla drogheria alimentare.
    Gli incrementi di fatturato più elevati sono stati inoltre registrati per l’acqua minerale con un incremento di 269 miliardi, seguite dai surgelati (188 miliardi), bevande piatte e succhi (186). A ruota i prodotti da forno (163), i salumi (117), vini e spumanti (115), il latte uht (98).
    Per quanto riguarda gli incrementi percentuali rispetto al ’99, va sottolineato il progresso dei piatti pronti (+15,6%) sull’onda degli investimenti fatti negli ultimi mesi dalla distribuzione moderna per recuperare quote del mercato della ristorazione fuori casa (circa 100mila miliardi) e aumentare il livello di servizio al consumatore.
    Mercoledì 11 Aprile 2001
 
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