Più profitti in casa Autogrill

16/11/2004


             
             
             
             
            Numero 274, pag. 9
            del 16/11/2004
             
            Più profitti in casa Autogrill
             
            A fine settembre, ricavi +1,4% grazie soprattutto al canale aeroportuale.
            L’utile prima delle tasse sale del 9% a 119 mln
             
            Utili in crescita, grazie alla maggiore redditività, e meno debiti per Autogrill a fine settembre. I ricavi consolidati sono ammontati a 2.336,4 milioni di euro, in aumento dell’1,4% (+6,2% a cambi costanti) rispetto ai primi nove mesi del 2003. ´Un risultato cui ha contribuito principalmente la forte crescita del canale aeroportuale’, ha precisato la società. ´Maggiori volumi di attività e una più elevata produttività del lavoro hanno contribuito a migliorare ulteriormente la redditività del gruppo, in un contesto di mercato difficile’.

            Il margine operativo lordo ha evidenziato un miglioramento del 4,8% (+9,7% a cambi costanti), chiudendo il periodo a 341,3 milioni rispetto ai 325,8 milioni dei primi nove mesi del 2003.

            Ciò è avvenuto nonostante l’aumento del costo di alcune materie prime in Nordamerica e dei canoni di concessione dei nuovi affidamenti autostradali in Italia.

            La diffusione nei vari paesi di metodi di gestione di gruppo consolidati ha inciso positivamente sul rapporto mol-ricavi, passato dal 14,1% di gennaio-settembre 2003 al 14,6% del 2004. Nei nove mesi, la redditività operativa ha incrementato del 9,2% il risultato ante imposte, che si è attestato a 119,2 milioni rispetto ai 109,2 dello stesso periodo del 2003. Gli investimenti tecnici sono ammontati a 112,4 milioni rispetto ai 120,1 milioni del periodo precedente, e sono stati prevalentemente concentrati in Nordamerica, in funzione dei contratti rinnovati e di alcune opportunità commerciali.

            L’indebitamento finanziario netto, anche per effetto del deprezzamento del dollaro, si è ridotto di 180,8 milioni, attestandosi a 688,8 milioni rispetto agli 869,6 dei primi nove mesi dell’anno scorso. Dopo il rimborso, avvenuto a giugno 2004, del 90% del prestito convertibile emesso nel 1999, la struttura del debito di Autogrill, oltre al residuo 10% del bond, è composta dal private placement da 370 milioni di dollari, a tasso fisso con scadenza residua media di otto anni, emesso nel gennaio 2003 nei confronti di investitori istituzionali statunitensi, e dal prestito sindacato da 800 milioni di euro, a tasso variabile con scadenze fino a cinque anni, emesso nel marzo scorso.

            In Italia, i ricavi sono cresciuti dell’1,4% a 797,5 milioni, nonostante la cessione di 25 punti vendita nel canale autostradale e di cinque locali nei canali non in concessione. In particolare, ha reso noto la società, il fatturato derivante dai canali della mobilità ha evidenziato un aumento complessivo del 2,9%.

            ´Il successo di politiche commerciali mirate a soddisfare una più ampia gamma di necessità della clientela e l’attrattiva dei marchi hanno consentito un incremento dei ricavi del 4% su base comparabile nel canale autostradale (a fronte di una crescita del traffico dell’1,8%), del 9,1% nel canale ferroviario e del 7,8% nel canale aeroportuale’. Il margine lordo è ammontato a 136,8 milioni (+1,6%).

            Nel terzo trimestre, a livello globale, Autogrill ha riportato un incremento, sia pur lieve, dei valori. I ricavi consolidati sono stati pari a 883,1 milioni, in crescita dello 0,4%. Il margine lordo si è attestato a 163 milioni (+0,6%).

            Il risultato ante imposte del trimestre non è comparabile con il valore del terzo trimestre 2003, che aveva beneficiato di plusvalenze per 14,1 milioni derivanti dalla dismissione di alcune attività. Nel periodo, il gruppo ha riportato un risultato ante imposte di 90,8 milioni (-3,9%).

            ´Siamo impegnati a confermare gli obiettivi annunciati per fine anno’, ha dichiarato Gianmario Tondato Da Ruos, amministratore delegato del gruppo Autogrill, ´pur operando in un contesto di mercato particolarmente complesso, che sconta tre fattori principali: una congiuntura evidentemente negativa, le conseguenze derivanti dall’aumento dei prezzi dei carburanti e il continuo deprezzamento del dollaro, che per noi impatta negativamente sia sull’effetto cambi, sia sull’acquisto delle principali materie prime’.