Più interinali ma le aziende sono le «solite»

08/10/2002


          8 ottobre 2002



          ITALIA-LAVORO


          Più interinali ma le aziende sono le «solite»
          A.Ba.


          MILANO – Il lavoro interinale diventa un po’ più femminile. Nei primi sei mesi di quest’anno le donne sono state il 43,7% dei dipendenti temporanei, con un’incidenza superiore del 5% rispetto a un anno prima. Nel bilancio del primo semestre 2002, diffuso ieri da Confinterim, gli occupati temporanei delle 50 imprese associate (sulle 72 del settore) sono cresciuti del 25%: i rapporti attivi tra gennaio e giugno erano 295mila, quasi 60mila in più dello stesso periodo dell’anno scorso. E sono aumentati ancora di più i rapporti avviati nel corso del semestre: 258mila, con un incremento del 27,3 per cento. Il bilancio mostra anche le difficoltà dell’industria metalmeccanica, che ha inciso per il 27,4% sull’utilizzo di interinali, contro il 29,5% dell’anno scorso. La crescita del settore comunque continua, anche se a un ritmo rallentato rispetto all’anno scorso, soprattutto quando si parla di ricavi: Confinterim stima 1.387 milioni € per l’intero settore, il 14,6% in più rispetto al primo semestre 2001, che a fine anno saliranno a 2,8 miliardi, circa 400 milioni in più dell’anno scorso. L’aumento si ridimensiona ulteriormente per le retribuzioni pagate dalle agenzie, in questo caso relative agli iscritti Confinterim: 365 milioni di euro di salari netti, 312 milioni in contribuzioni e 135 milioni per le imposte sul reddito delle persone fisiche. Tutte cifre che crescono poco più del 10 per cento. La penetrazione dell’interinale aumenta lievemente ma rimane lontana dagli altri Paesi: oggi i lavoratori temporanei «equivalenti tempo pieno» sono 82.830 e rappresentano lo 0,4% della popolazione attiva. Ma gli incrementi si fermano al numero dei lavoratori, perché le aziende che li utilizzano sono più o meno le stesse dell’anno scorso, cioè meno di 36mila nei primi sei mesi. «Le piccole e medie imprese – spiega il presidente di Confinterim, Enzo Mattina – non hanno ancora metabolizzato questo istituto di flessibilità legale. Ci auguriamo che il Governo attivi una campagna promozionale per far conoscere meglio l’istituto. Stiamo contribuendo nei fatti all’emersione del lavoro nero, tenuto conto dei buoni andamenti nelle regioni meridionali». Secondo Mattina l’interinale «è un formidabile mezzo di primo contatto con il mondo del lavoro»: il 39% dei rapporti avviati è con giovani di meno di 25 anni. Tra tanti incrementi e qualche stabilità preoccupante, il dato sicuramente negativo riguarda i bilanci delle imprese. Mattina aveva denunciato un crollo dei risultati delle aziende, dovuto anzitutto all’esasperata concorrenza sui prezzi praticati ai clienti. «C’è una riduzione continua dei margini, tenuto conto che il costo del lavoro è incomprimibile. Il lavoro temporaneo sta contribuendo a frenare la crisi di molti settori e aziende, mettendo a disposizione forza di lavoro a basso costo e a pagamento differito, e sta assicurando respiro al mercato del lavoro. È un’opera meritoria ma rischia di tradursi in esiti terribilmente negativi, perché può compromettere l’avvenire di molte società di fornitura».