Più indennità e meno disoccupati

10/06/2002





Riforma del lavoro – Sul tavolo della trattativa tra il Governo e le parti sociali c’è l’estensione delle tutele
Più indennità e meno disoccupati
Il tavolo della trattativa è stato avviato. Da lì dovranno scaturire le proposte per consentire di creare 1,4 milioni di posti di lavoro entro il 2005, con un occhio di riguardo a donne e anziani. Così ha promesso giovedì scorso il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, presentando il Piano nazionale per l’occupazione. Sul tavolo della trattativa, partita senza la Cgil, c’è al momento la proposta del Governo di riforma degli ammortizzatori sociali. Le idee di sindacati e imprenditori si conosceranno giovedì, quando le parti torneranno a incontrarsi. La lotta alla disoccupazione passa infatti per la rivisitazione delle tutele di chi ha perso il lavoro, estendondole a chi ne è privo e aumentando le indennità. Ma soprattutto legandole – come è scritto nel disegno di legge delega predisposto dal Governo – «alla condizione di ricerca attiva del lavoro da parte del disoccupato, alla sua disponibilità ad accettare offerte di lavoro o a partecipare a interventi formativi o a progetti proposti dalle strutture pubbliche per l’impiego». Principi che dovranno essere dotati di un contenuto. Non sarà una riforma a costo zero. Richiederà almeno 750 milioni di euro. Si cercherà di recuperarli anche attraverso il maggior gettito fiscale che si spera la ripresa economica possa assicurare. Più onerosa la riforma dell’Ulivo: 5 miliardi di euro. Si tratta di intervenire, tra l’altro, sugli ammortizzatori sociali, da allargare con gradualità ai lavoratori temporanei. Ma anche nel progetto dell’opposizione il sistema delle tutele va di pari passo con la formazione del disoccupato e l’efficienza dei servizi per l’impiego. Principio condiviso sia a destra che a sinistra. «L’obiettivo – si legge ancora nel disegno di legge delega governaitvo a proposito della riforma dei "paracadute" per chi è senza lavoro – è quello di realizzare l’integrazione tra ammortizzatori sociali e interventi formativi, prevedendo forme di formazione-orientamento per i beneficiari degli ammortizzatori sociali». L’altro anello della catena sono i servizi pubblici per l’impiego, inadatti a fare da intermediari tra disoccupato e azienda. Mancano risorse e mezzi. E proprio nelle zone dove più alto è il numero dei senza lavoro. Anche questa sarà materia di riforma. L’obiettivo del Governo è semplificare le procedure di collocamento, facendo leva sulla cooperazione e sulla competizione tra strutture pubbliche, convenzionate e private.

A.Che.

Lunedí 10 Giugno 2002