«Più incentivi per i consumi»

31/03/2003



          Lunedí 31 Marzo 2003


          «Più incentivi per i consumi»
          Billè chiede misure af hoc
          Nicoletta Picchio


          ROMA – Gli ecoincentivi per il settore auto «sarebbero una misura inadeguata per fronteggiare il calo dei consumi». Mentre il Governo sta riflettendo su come sostenere la domanda in questa fase di congiuntura debole, il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, boccia l’ipotesi di un ritorno degli aiuti all’auto, ed invita l’Esecutivo ad adottare misure «per altri beni durevoli». Oltre a lanciare l’idea di un bond per convogliare i risparmi delle famiglie sugli investimenti in infrastrutture. La questione del sostegno ai consumi ha tenuto banco durante il seminario della Confcommercio, organizzato a Cernobbio dallo Studio Ambrosetti. Ad annunciare una ulteriore proroga degli ecoincentivi per l’auto era stato sabato mattina il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, che però aveva fatto una immediata retromarcia, precisando che la misura è ancora allo studio. Un richiamo di Palazzo Chigi di fronte ad una dichiarazione prematura: il Governo non esclude interventi che possano sostenere la domanda. Del resto, anche il ministro dell’Agricoltura, Gianni Alemanno, ieri a Cernobbio ha affermato che «in tempo di guerra il fronte dei consumi va sostenuto», dichiarandosi d’accordo con Billè. Ma come intervenire è ancora da decidere. Al ministero dell’Economia fanno osservare che gli incentivi all’auto erano nati come misura temporale e che renderli quasi permamenti ne diminuirebbe l’efficacia. Per ora, quindi, a Via XX Settembre non sono orientati ad una ulteriore proroga (tecnicamente, il fatto che scadano oggi non è un ostacolo: anche l’ultimo provvedimento è arrivato dopo la scadenza ed è stato recuperato il periodo di vuoto). Inoltre, incentivare ripetutamente solo un settore crea disparità nei confronti degli altri comparti dei beni durevoli. Visto che l’auto ha già avuto, sarebbe il caso di dare ad altri. La partita quindi è aperta. Ma appare decisamente più probabile l’ipotesi di uno sconto fiscale sul prezzo della benzina e più in generale dei prodotti petroliferi. Il Governo, infatti, sta studiando l’intervento, magari di concerto con la Ue. «Una strategia di questo genere deve essere concertata a livello di Consiglio dei ministri: quella di Marzano era una ipotesi, bisogna fare una riflessione complessiva, senza misure troppo setoriali», ha detto ieri Alemanno. Mentre Billè, dati alla mano, ha spiegato che la voce auto incide per una quota del 34,2% sui consumi di beni durevoli e per il 3,7% sull’ammontare della spesa delle famiglie: cioè circa 74 miliardi di euro, tra acquisto di auto e spese di esercizio, a fronte di una spesa totale che supera i 738 miliardi di euro. «Le perplessità del Governo ad una proroga sono assai condivisibili», ha detto il presidente della Confcommercio, che sollecita interventi per «settori che oggi a causa della crisi soffrono di una forte caduta della domanda». Tanto più che gli incentivi per l’auto «sono una misura anticiclica che sembra aver esaurito la sua funzione ed efficacia, perché siamo vicini ad una saturazione del mercato». Se fosse confermata la proroga, «la risposta del Governo sarebbe inadeguata a fronteggiare la caduta dei consumi», ha aggiunto Billè. E se mancano le risorse per le infrastrutture, Billè ieri ha lanciato l’idea di obbligazioni a medio e lungo termine, ad un tasso superiore a quello di mercato, in modo da utilizzare i risparmi delle famiglie per gli investimenti in opere pubbliche. Non solo: sempre per stimolare i consumi, Billè suggerisce anche un’altra strada finanziaria: misure sul credito che consentano alle famiglie di acquistare prodotti con dilazioni di pagamento più vantaggiose perchè oggi, dice Billè, «nella maggior parte dei settori il tasso di interesse sugli acquisti rateali è troppo alto».