Più impresa femminile per aiutare lo sviluppo

06/03/2007
    martedì 6 marzo 2007

    Pagina 16 – Economia & Lavoro

    Più impresa femminile per aiutare lo sviluppo

      In Italia il tasso di occupazione delle donne si ferma al 45% contro il 56% dell’Europa

      Milano

      DONNE E LAVORO Per un giorno Milano si è tinta di rosa: oltre 400 donne, imprenditrici, provenienti da una ventina di paesi dell’area del Mediterraneo, Medio Oriente e Golfo, hanno infatti raccolto l’invito del ministro Emma Bonino e si sono ritrovate ieri a Palazzo Mezzanotte, storica sede della Borsa, per il primo forum italiano dell’imprenditoria femminile.

      Un’occasione di confronto sul ruolo della donna nelle istituzioni e nell’economia, ma anche una «importante occasione di business» con oltre 1500 incontri bilaterali organizzati tra i partecipanti all’evento, nato su iniziativa del ministero del Commercio Estero proprio con l’obiettivo «di creare una rete di contatti» tra protagoniste del mondo degli affari provenienti da paesi diversi. Ma senza dimenticare i temi del dialogo e della pacificazione, su cui le donne possono e devono avere «un ruolo forte».

      Tra i presenti anche il presidente del Consiglio, Romano Prodi: «La partecipazione delle donne alla vita politica, economica e sociale del Paese negli ultimi anni si è sviluppata fortemente, ma è ancora insoddisfacente». Al centro dell’allarme lanciato dal premier è l’occupazione: «Il tasso di occupazione maschile in Italia è del 70%, perfettamente in linea con quello europeo. Quello femminile invece è di oltre dieci punti inferiore e si ferma al 45%». Ben al di sotto del 56% registrato in media nell’Ue.

      «Questo dualismo – ha sottolineato il presidente del Consiglio – è intollerabile in un Paese moderno. E se analizziamo il dato regione per regione, ci troviamo di fronte a un Paese profondamente diviso in due. Al Nord gli indici sono molto vicini a quelli medi europei, mentre al Sud se ne discostano enormemente».

      Meno disastrose, invece, le notizie sulla discriminazione retributiva di genere, che in Europa è del 15% mentre in Italia si ferma al 7%. Ma il gap occupazionale resta ed «è talmente grande – ha concluso Prodi – che deve costituire un punto fondamentale della politica del nostro governo per poterlo superare». Tanto più che le donne italiane – come dimostra ogni analisi o studio di settore – hanno un livello di studio più elevato degli uomini e sono più presenti nel mondo del lavoro dove si viene assunti attraverso un concorso. «Ovunque c’è una gara aperta e trasparente – ha commentato il premier – la donna vince».