Più guadagni meno paghi se arriva la nuova Irpef

13/07/2004


        Torino


martedì 13 luglio 2004

Più guadagni meno paghi
se arriva la nuova Irpef
Risparmi per tutti, ma si sale all’aumentare della base imponibile
dallo 0,56% dell’impiegato al 5,7% del libero professionista

Federico Monga

Più si guadagna più si risparmia. La bozza di riforma fiscale sta prendendo lentamente forma. Lo schema su cui si sarebbe trovato l’accordo prevede quattro aliquote. Una, la più elevata, per un solo anno. Ricapitolando: la «no tax area» verrebbe innalzata a 8000 euro per i lavoratori dipendenti, mentre dovrebbe rimanere bloccata a settemila per pensionati e 4500 per gli autonomi. Fino a 33000 si paga il 23 per cento, tra 33.000 e 80.000 il 33 per cento, fino a mezzo milione il 39%. Oltre il milione, circa due miliardi di lire, sarebbe prevista poi un’ulteriore aliquota, ma solo per il 2005, del 43 per cento. Se si esclude quest’ultima fascia che interessa una parte infinitesimale della popolazione, circa lo 0,04 per cento dei contribuenti italiani (fonte Unico 2001), si possono fare già delle simulazioni per capire chi ci guadagna di più.

Bisogna subito dire che la riforma fiscale farebbe risparmiare in termini assoluti e anche in percentuale i redditi più elevati. Diciamo che all’accorciamento della progressione di imposta – da cinque aliquote attuali alle tre del 2006 – si affiancherebbe un all’allargamento della progressione del risparmio.


Un operaio con casa di proprietà, moglie a carico e un reddito di 18.450 euro avrebbe solo 104 euro di reddito disponibile in più, pari allo 0,56 per cento.


Passiamo al confine tra lo scaglione del 23 e quello del 33 per cento. Prendiamo come prototipo un bancario che possiede una casa e ha una moglie che non lavora. Se il reddito è di 32.450 euro con un imponibile di circa 31.300 euro, il risparmio rispetto alle tasse pagate lo scorso anno sarebbe di 1087 euro, due milioni di vecchie lire, ovvero lo Stato esigerà il 3,4 per cento in meno.


Se invece si considera un dirigente di medio-lato livello che guadagna 60.450 euro all’anno, vive in un appartamento tutto ed è sposato con una casalinga, il reddito disponibile per consumi e/o investimenti crescerebbe del 4,6 per cento. In termini assoluti il nostro dirigente verserebbe al Fisco 2.812 euro in meno.


Cifra che salirebbe ancora a 5.522 se si analizza il caso di un libero professionista, quindi lavoratore autonomo, che lo scorso anno aveva dichiarato 95.500. La sua aliquota è del 39% (prima era del 45%). Ammesso che guadagni la stessa cifra, le tasse da pagare con l’Irpef 2005 sarebbero ridotte del 5,7 per cento.