Più fondi al Sud, Regioni e Comuni ancora a bocca asciutta

04/11/2002







(Del 1/11/2002 Sezione: Economia Pag. 11)
IL TESORO: «RECEPITO IL PATTO PER L´ITALIA, MA A SALDI INVARIATI». LEGGE DI BILANCIO IN AULA «BLINDATA»
Più fondi al Sud, Regioni e Comuni ancora a bocca asciutta
Il governo approva il maxi-emendamento. Fazio: ora priorità alla ripresa

ROMA
Il maxiemendamento con tutte le misure a favore del Sud è stato approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, secondo i termini ormai noti: il credito d´imposta, il bonus per l´occupazione, la legge 488 per la quale saranno emanati nuovi bandi per il 2003 e 2004. Ma se per il Mezzogiorno si è trovato un accordo, resta ora da dirimere la vertenza con le Regioni e gli enti locali. L´emendamento – secondo una nota diffusa del Tesoro – «recepisce, a saldi invariati, l’accordo con le Parti sociali per l’applicazione del Patto per l’Italia. Viene aggiunto a questo il rifinanziamento di artigiancassa. Sono inoltre introdotte alcune norme di carattere ordinamentale: tra queste vengono riprese le misure di semplificazione denominate, nel programma elettorale, "lasciateci lavorare"». Il Sud dunque è stato accontentato e di questo ieri si compiaceva il viceministro dell´Economia Gianfranco Micciché. Una euforia che ha fornito il destro al responsabile economico della Margherita, Enrico Letta, per ribadire che «se i contenuti effettivi fossero quelli annunciati, questo dimostrerebbe che avevamo ragione nel sostenere che la Finanziaria prima versione era gravemente penalizzate per il Mezzogiorno e per le imprese». Non solo. Secondo il responsabile economico dei ds, Pierluigi Bersani, «Le decisioni del governo, se si vuole dire la verità, hanno le seguenti caratteristiche: c´è una marcia indietro sulle modifiche della 488 e si ripristina lo schema gestionale dei governi precedenti. Si conferma il credito d´imposta per le assunzioni varato dai governi precedenti depotenziandolo e complicandolo». Ciò che funziona insomma, secondo Bersani, è quanto preesisteva. Ma che l´opposizione faccia il suo mestiere è comprensibile. Il problema è, invece, che gli stessi parlamentari della maggioranza sono in agitazione di fronte ad una finanziaria che – approdata in aula ieri – si presenta sostanzialmente blindata, per il semplice fatto che i soldi non ci sono: «Andremo in Aula con l’elmetto» ha sintetizzato uno dei relatori, Guido Crosetto, che pure milita nelle file di Forza Italia. Passata la grande campagna per il Sud, il governo dovrà affrontare ora la questione dei trasferimenti agli enti locali. Una materia che doveva essere, insieme al Mezzogiorno, oggetto del maxi emendamento, ma ne è rimasta fuori. «La prossima settimana ci saranno delle decisioni in proposito» ha annunciato ieri il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas. La strada che il governo sceglierà alla fine potrebbe essere anche diversa dal maxiemendamento: si pensa, per esempio, di poter accogliere alcune delle modifiche proposte dai parlamentari magari facendole confluire in un «emendamento del relatore», cosa che il relatore medesimo, Angelino Alfano (Fi), non ha escluso. Tra i presidenti di regione serpeggia comunque una certa inquietudine, non fosse altro che per la mancata convocazione da parte del governo per l’illustrazione del maxiemendamento. Il presidente della conferenza, Enzo Ghigo, ha fatto sapere, per vie informali, che i governatori saranno ricevuti dal ministro dell’economia, Giulio Tremonti, «in tempi strettissimi», ma questo non sembra aver placato gli animi. Le Regioni, peraltro, saranno appoggiate dal grande partito trasversale dei sindaci. Vedremo quali carte potrà spendere il sottosegretario Vegas. L’unica strada per il governo è quella di reperire altri fondi. L’ipotesi più probabile è che il concordato fiscale diventi un condono tombale. Un passaggio che però, secondo ambienti parlamentari, non avverrà alla Camera ma semmai al Senato. Altre ipotesi allo studio sono un prelievo straordinario sui patrimoni delle Fondazioni bancarie (in misura del 2,5% come già proposto da An) a fronte di un prolungamento di tre anni del termine per la cessione delle partecipazioni di controllo degli istituti di credito, o un innalzamento dell’aliquota dello scudo fiscale. Di tutto questo si parlerà la prossima settimana, quando le votazioni entreranno nel vivo e si prolungheranno in sessioni straordinarie anche di sabato e domenica. Il tutto per poter rispettare la tabella di marcia che vuole il voto alla finanziaria fissato per l´11 novembre, quando la Camera chiuderà due giorni in attesa della visita del Pontefice del 14 novembre.

Raffaello Masci