Più flessibilità all’ Ipercoop, è protesta

20/10/2013

FOGGIA – È scontro tra lavoratori, sindacati e dirigenza della Coop Estense. Tra gli scaffali dell`ipermercato Ipercoop nel centro commerciale La Mongolfiera è scattato da ieri lo stato di agitazione, il blocco degli straordinari e delle ore di lavoro supplementari. I duecento lavoratori che da quasi quindici anni lavorano nel più grande ipermercato della provincia di Foggia non intendono firmare l`accordo sulla flessibilità proposto dall`azienda. Una situazione diventata negli ultimi quindici giorni insostenibile a causa «delle continue vessazioni e i toni di minaccia utilizzati dai responsabili aziendali locali per costringere i dipendenti a firmare» denunciano i lavoratori e due sigle sindacali, la Filcams-Cgil e la Fisascat-Cisl. In Capitanata il grande ipermercato «rosso» è in una posizione di vero e proprio monopolio non essendocene altri. Le amministrazioni comunali che si sono succedute ne hanno favorito l`insediamento e la crescita. Ma al tempo stesso non hanno innescato processi di concorrenza sul territorio. Secondo i vertici della Coop Estense ci sarebbe «un esubero di personale legato alla crisi dei consumi». Per questo sono state avviate a livello regionale una serie di trattative per introdurre una maggiore flessibilità nei contratti. Ma la flessibilità, a quanto raccontano i lavoratori stanchi di tacere e decisi a far venire fuori il clima difficile nel quale stanno lavorando, in realtà sarebbe l`anticamera per azzerare gran parte del diritti acquisiti contrattualmente. In particolare, secondo quanto spiegano i sindacati, era stato chiesto all`azienda il mantenimento delle ore di ferie, dei permessi e degli assegni familiari come erano stati concordati ad inizio anno, l`impegno da parte dell`azienda di non avvalersi dell`istituto delle trasferte nel periodo concordato di flessibilità e quello a fornire ogni due mesi alle rappresentanze sindacali il monte ore di flessibilità utilizzata. Richieste che sono state respinte al mittente e che hanno determinato la rottura della trattativa e la dichiarazione dello stato di agitazione. Ma quel che preoccupa e che il sindacato denuncia è «l`atteggiamento ritorsivo e di minaccia».
Atteggiamenti che prenderebbero di mira soprattutto i dipendenti più in difficoltà: madri sole con figli, dipendenti nelle cui famiglie entra un solo reddito. «Continuiamo a rimanere esterrefatti – si legge nella dura nota delle segreterie regionali delle due sigle sindacali – dall`atteggiamento padronale messo in campo quotidianamente dalla Coop Estense nei confronti dei propri dipendenti, considerati poco meno che meri esecutori muti di ordini».