Più facile il lavoro a chiamata

06/09/2004


            domenica 4 settembre 2004

            sezione: NORME E TRIBUTI- pag: 17
            LEGGE BIAGI • Il Dlgs correttivo della riforma ammette il contratto intermittente per periodi predeterminati
            Più facile il lavoro a chiamata
            Per i benefici economici dei Cfl ci sono 30 giorni di tempo per la domanda – La risposta entro novembre

            MARIA ROSA GHEIDO

            Alcune delle modifiche apportate dal decreto correttivo approvato dal Consiglio dei ministri di venerdì (3 settembre), al Dlgs 276/2003 di riforma del mercato del lavoro (la legge Biagi) rendono più agevole il passaggio dai "vecchi" moduli contrattuali a quelli nuovi.

            I contratti di formazione e lavoro. Va nel senso dii facilitare la transizione la riapertura dei termini per le assunzioni con contratto di formazione e lavoro in base ai progetti già approvati alla data di entrata in vigore del Dlgs 276/2003 (24 ottobre 2003).
            Secondo le nuove norme, ai contratti di formazione e lavoro stipulati dal 24 ottobre 2003 al 31 ottobre 2004 si rende applicabile la previgente disciplina. Gli sgravi contributivi saranno, però, riconosciuti nel limite massimo di 16mila lavoratori. Pertanto, per i Cfl già stipulati, i datori di lavoro del settore privato devono presentare all’Inps, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto correttivo, la domanda per il riconoscimento dei benefici allegando la copia dell’autorizzazione. Altrettanto dovrà farsi, entro 30 giorni dalla stipula, per i contratti che saranno instaurati entro il prossimo 31 ottobre. Entro il 30 novembre 2004, l’Inps ammetterà al beneficio contributivo i contratti di formazione e lavoro ricevuti secondo il criterio cronologico della data della stipula del contratto e con priorità per quelli avviati nell’ambito di contratti d’area o patti territoriali.

            Il contratto di inserimento. Le agevolazioni contributive per le assunzioni con contratto di inserimento che sono ora riconosciute in caso di assunzione dei soggetti elencati alle lettere b), c), d), e) ed f) dell’articolo 54, comma 1, del Dlgs 276, ma nel rispetto del regolamento (Ce) n. 2204/2002 della Commissione del 5 dicembre 2002.

            Il lavoro intermittente. Si ampliano le possibilità di ricorso al lavoro intermittente (cosiddetto "a chiamata").

            Il contratto di lavoro intermittente può, ora, essere concluso per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale. Non è più prevista l’emanazione, in via sostitutiva, del decreto del ministero del Lavoro.

            Il contratto può essere stipulato anche per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno a prescindere dall’intervento della contrattazione collettiva. Quest’ultima possibilità, peraltro già ammessa in via amministrativa dal ministero del Lavoro, si affianca ai contratti di lavoro intermittente che possono già essere avviati in via sperimentale con disoccupati con meno di 25 anni d’età o con lavoratori ultraquarantacinquenni espulsi dal mondo del lavoro.

            Il contratto a chiamata potrà quindi essere utilizzato, in particolare, dalle imprese del turismo e dai pubblici esercizi oltre che nel weekend anche nei periodi delle ferie estive o delle vacanze natalizie e pasquali, con lavoratori di qualunque età, come disposto dall’articolo 37 del Dlgs 276/2003, senza necessità di attendere la contrattazione collettiva nazionale o territoriale che potrà, però, prevedere ulteriori periodi predeterminati di lavoro nei quali rendere la prestazione con questa modalità che è, altresì, retribuita in modo particolare.

            Per questa tipologia contrattuale, infatti, l’indennità dovuta, di norma, al lavoratore per i periodi nei quali lo stesso garantisce la disponibilità al datore di lavoro in attesa di utilizzazione, viene infatti corrisposta al lavoratore solo in caso di effettiva chiamata.
            L’importo minimo dell’indennità mensile è stata fissato con Dm del 10 marzo 2004 nel 20% della retribuzione prevista dal Ccnl applicato, comprensiva dei ratei di mensilità aggiuntivi.

            L’indennità è divisibile in quote orarie, utilizzando come coefficiente divisore orario quello del Ccnl applicato.