Pistoia. Sviluppo discount si sposta e licenzia

21/10/2004

            giovedì 21 ottobre 2004

            Pagina 0 – Pistoia 
            Pagina 9- Montecatini
             
            Sviluppo discount si sposta e licenzia  
            Pressioni sui dipendenti per lasciare il sindacato e passare a una coop     
            Un altro pezzo di occupazione sta per lasciare Pistoia. Da gennaio il magazzino di “Sviluppo discount” (società con sede a Prato, costituita anni fa da Coop e Conad; ma dopo l’uscita di Conad è controllata al 100% da Coop attraverso Coop Italia e alcune coop di consumo, come Unicoop Tirreno) si trasferirà in provincia di Pisa. Dei 15 dipendenti, 4 sono dirigenti; per gli altri 11 la prospettiva è il licenziamento. In più l’azienda avrebbe fatto pressione su di loro per far sì che accettassero il passaggio alla cooperativa e per tenere fuori il sindacato dalla trattativa.

            GIULIA BALDI

            PISTOIA. È il punto di rifornimento dei discount “Dico” dell’Italia centrale e dà lavoro a quindici addetti, ai quali se ne deve aggiungere un’altra ventina, dipendenti o soci lavoratori della Cft (Cooperativa fiorentina trasporti). Presto il centro pistoiese di stoccaggio di “Sviluppo discount” – una società costituita alcuni fa da Coop e Conad e, con l’uscita di Conad, è controllata dalla Coop attraverso Coop Italia e alcune coop di consumo come Unicoop Tirreno – sarà trasferito dall’attuale sede di Sant’Agostino a Selvatelle.

            Un centro in provincia di Pisa, a 65 chilometri di distanza. Un trasferimento che ha dato lo spunto per la richiesta dell’interruzione del rapporto di lavoro (a tempo indeteterminato) dei dipendenti di “Sviluppo discount”. «Hanno detto che si trattava di una cessione d’azienda – dice Silvano Cappellini, 44 anni, responsabile da dieci anni del servizio entrata merci e delegato sindacale -; ma non è vero. Perché per farlo bisogna cedere tutto, invece i quattro dirigenti andranno a Selvatelle, anche gli impiegati restano. E a voi cosa hanno proposto? «Ci hanno chiesto di passare alla coop che movimenta le merci in magazzino. Se accettate, ci hanno detto, faremo in modo che la coop vi assuma. Ma questo vuol dire che ci licenziano. Prima ce lo hanno chiesto singolarmente. Poi ce lo ha detto di fronte ai sindacati».

             L’incontro ufficiale è avvenuto il 7 ottobre scorso: per la Filcams-Cgil c’era Fabio Capponi, per “Sviluppo discount” il responsabile delle risorse umane, Francesco Battaglino, e il responsabile per la logistica Pierangelo Cutini. «In quella sede – spiega un altro dipendente – hanno aggiunto una cosa diversa. E cioè che alcune persone del magazzino – due o tre – sarebbero potuti passare nei discount di loro proprietà, quelli del marchio “Dico”. Gli altri sarebbero dovuti passare alla cooperativa». Ma la delegazione sindacale ha rifiutato la divisione fra dipendenti di serie A e di serie B e ha chiuso la riunione.

             «Nel frattempo però – prosegue Cappellini – Valerio Marrucci, capoarea dei negozi “Dico” e del magazzino di Pistoia ha convocato tutti i dipendenti uno per uno, escluso me e un altro». Secondo le ricostruzioni fatte, ai singoli lavoratori sarebbero state offerta sistemazioni ad hoc appetitose (pare che a qualcuno sia stato anche proposto un posto alla Coop) in cambio della promessa di non aderire ad eventuali azioni di lotta o di protesta sindacale. Anche gli accordi avrebbero dovuto essere siglati senza il coinvolgimento del sindacato.
             La mossa, ovviamente, ha portato scompiglio fra i dipendenti; un paio, infatti, sono a un passo dalla pensione: hanno 57 anni e con altri tre anni di lavoro sarebbero a posto. Altri 4-5 sono sui 40 mentre il resto ha trent’anni o anche meno. «Io ho 44 anni – spiega Cappellini -, sono sposato e mia moglie è disoccupata. Ho un figlio di 25 anni; lui lavora, ma si vuole sposare. E io ho ancora il mutuo della casa da pagare». Le lettere di licenziamento non sono ancora arrivate (ed è stato impossibile parlare con il dottor Battaglino) ma per i dipendenti pistoiesi del magazzino non si preannunciano giorni tranquilli.


             «Al di là dell’arroganza con la quale i dirigenti di “Sviluppo discount” hanno condotto la scelta aziendale, cercando di eludere fino all’ultimo il confronto con il sindacato – afferma Fabio Capponi, segretario della Filcams-Cgil di Pistoia – facendo invece grosse pressioni nei confronti dei dipendenti, lo spostamento del magazzino da Pistoia a Selvatelle rappresenta un altro duro colpo per l’occupazione nel nostro territorio». E poi, prosegue Capponi, «porre i centri di distribuzione fuori delle direttive nazionali di comunicazione, come in questo caso, alla lunga fa perdere elementi di economicità». Capponi stigmatizza il «metodo» di “Sviluppo discount” e si prepara a mettere in campo «tutte le iniziative per far cambiare rotta all’azienda, che intende aumentare la precarietà e la flessibilità già presente nei propri centri di distribuzione, diventando in questo apripista per altre realtà del mondo cooperativo».