Pistoia. «La Salvestrini non fa nulla per risolvere la crisi»

20/09/2005
    lunedì 19 settembre 2005

      «La Salvestrini non fa nulla
      per risolvere la crisi»

        PISTOIA. Da mesi non percepiscono stipendio: 120 famiglie di altrettanti dipendenti del gruppo Silvestrini di Pistoia sono nella disperazione. E la situazione va peggiorando. «La crisi va avanti da mesi e finora è stata liquidata solo la mensilità di giugno – dice Fabio Capponi, segretario della Filcams Cgil – Ad essere coinvolti sono oltre 120 dipendenti facenti parte delle diverse società di cui si compone il gruppo: numerose concessionarie di auto presenti in particolare sul territorio pistoiese, nonché nelle province di La Spezia, Massa, Lucca e Viareggio, con i marchi Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Ferrari, Seat, Ford e Wolkswagen». Il tutto – sottolinea il sindacato – avviene proprio in questi giorni, mentre viene presentata al pubblico la Grande Punto, il nuovo modello dell’utilitaria Fiat con quale la casa automobilistica intende rilanciare il proprio marchio. Ma i dipendenti del Gruppo Salvestrini di Pistoia hanno poca voglia di festeggiare. La Filcams sottolinea che di fronte a questa crisi molti dipendenti hanno scelto di licenziarsi «vista la situazione di crisi aziendale ad oggi irreversibile per cercare soluzioni alternative».

        «Una progressiva e lenta fuoriuscita di lavoratori che va avanti da circa un anno, alla fine del 2004 erano occupati nel gruppo circa in 200 – spiega Capponi – Ma che le vicende recenti ha accelerato sensibilmente, con la chiusura di alcune concessionarie nelle varie province». «Quasi tutti i lavoratori si sono rivolti a noi – commenta la Filcams – per essere tutelati. Insieme, abbiamo predisposto tutti gli atti necessari per far valere le loro ragioni». Il sindacato evidenzia che negli incontri che si sono succeduti con la proprietà dai primi di agosto in poi, al di là dell’intenzione di salvare l’azienda, non è stato presentato un piano industriale credibile. «Si parla di cessione di rami dell’attività – dice Capponi – e in particolare di vendita di immobili, sulla fattibilità dei quali poniamo serie perplessità, vista anche la forte esposizione finanziaria in essere». Nonostante tutto, i dipendenti hanno dimostrando un grande attaccamento nei confronti dell’azienda, prosegue Capponi. «Tuttavia è assolutamente da condannare l’atteggiamento del titolare dell’impresa che si è scagliato contro i lavoratori per il fatto di essersi rivolti alla Cgil accusandoli di aver tradito l’azienda: un comportamento arrogante e di una gravità inaudita – sottolinea il segretario della Filcams – che ben rappresenta il clima che si vive in azienda».

        Il sindacato ha chiesto quindi un incontro col sindaco: «Incontreremo l’amministrazione insieme ad una delegazione di lavoratori per far presente ed illustrare la difficile situazione aziendale in ogni suo aspetto».