Pisa. Sciopero tra gli scaffali

19/12/2007
    mercoledì 19 dicembre 2007

      Pagina 4 – Pisa

        Sciopero tra gli scaffali, acquisti a rischio

          Non lavorano i dipendenti dei supermercati «Chiediamo un aumento e orari flessibili»

            PISA. Shopping natalizio a rischio a causa dell’agitazione sindacale indetta per questo fine settimana. Probabilmente alcuni reparti dei supermercati pisani saranno chiusi e mancheranno le merci sugli scaffali sabato 22 dicembre mentre sarà difficile ottenere la risposta alle richieste di mutuo venerdì 21 dicembre. I disservizi saranno causati dai due giorni di sciopero voluti dai sindacati confedederali, Cgil, Cisl e Uil, per spingere la Confcommercio a riaprire il dialogo fermo da mesi sul rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore del terziario, della distribuzione e dei servizi. Sabato sarà difficile quindi fare la spesa negli esercizi della grande distribuzione organizzata.

              Almeno in quelli che applicano il contratto della Confcommercio ovvero: gli ipermercati Conad, Leclerc, Carrefour, Metro, Esselunga, Pam, solo per citare i più diffusi nella provincia pisana. Non saranno coinvolti dallo sciopero Ipercoop e Coop, perché applicano il contratto della distribuzione cooperativa e i piccoli negozi, compresi gli esercizi dell’asse di Corso Italia a Pisa. «Ci apettiamo – dice Michele Orsi segretario provinciale Cgil Filcams – un’adesione simile nei numeri a quella dell’ultimo sciopero indetto sabato 17 novembre quando molte aziende commerciali hanno abbassato le serrande, i reparti di tanti supermercati sono stati costretti a chiudere e ci sono state punte del 90% di adesione in alcuni posti di lavoro. Il contratto della Confcommercio – continua Orsi – riguarda ottocentomila imprese, duemilioni di addetti di cui circa ventottomila lavoratori solo nella provincia di Pisa». «Con questo sciopero chiediamo – interviene Armando Melandri segretario provinciale Uil TuCs – un orario di lavoro più flessibile, l’aumento salariale di 78 euro, la soglia minima di inserimento nel part time a 18 ore contro le attuali 16, il consolidamento di lavoro dopo 36 mesi di rapporto. Queste richieste sono state accettate dalla distribuzione cooperativa dove l’aumento concordato dello stipendio, però, è stato di cinquanta euro». «Chiediamo anche – aggiunge Orsini – che lavorare la domenica sia una scelta volontaria del dipendente e non un’ imposizione. Questa nostra richiesta è appoggiata anche dalla chiesa. Gli orari di lavoro devono essere sì flessibili, ma concordati con i lavoratori. Oggi – continua Orsini – il datore di lavoro vuole gestire autonomamente gli orari imponendoli al lavoratore e condizionando così la qualità di vita di una persona. A soffrire maggiormente di questa politica aziendale sono soprattutto le donne. Rivendichiamo – aggiunge Orsini – garanzie per le esternalizzazioni. Se un supermercato vuole appaltare il servizio di cassa – spiega il segretario provinciale Cgil – oggi la ditta che prende in gestione il servizio può applicare il contratto che preferisce. Noi vogliamo che al lavoratore venga somministrato lo stesso contratto che il supermercato gli applicava prima dell’appalto in modo da garantire il livello salariale e le tutele che aveva prima».

              Sabato 22 ci sarà anche una manifestazione a Firenze in piazza Strozzi

              V.V.