Pisa. Imprese di pulizia in sciopero

18/06/2007
    domenica 17 giugno 2007

    Pagina XII – Pisa

    PROTESTA CGIL, CISL E UIL PROCLAMANO LO STATO DI AGITAZIONE PER MARTEDÌ E MERCOLEDÌ. PRESIDI DAVANTI A COMUNE E PREFETTURA

      Contratto scaduto da oltre due anni:
      imprese di pulizia in sciopero

        Chiara Dell’Omodarme

        CONTRATTO scaduto da 25 mesi e appalti al massimo ribasso. Le imprese di pulizia si ribellano e proclamano due giorni di sciopero. Cgil-Filcams, Cisl-Fisascat e Uil-Uiltucs incroceranno le braccia martedì e mercoledì prossimi in tutta la regione. Martedì si svolgerà un presidio davanti alla sede del Comune e alle 16 si sposterà alla Prefettura per proseguire il giorno dopo. La causa scatenante è proprio il rinnovo del contratto nazionale scaduto ormai da due anni. «Dopo lo sciopero dell’11 maggio con un’adesione del 90% — afferma Stefania Nicoli, segretaria generale Filcams-Cgil Pisa, responsabile appalti e pulizie — il tavolo delle trattative è ripreso, ma senza nessuna novità».

        A QUESTO punto le imprese di pulizia hanno deciso di replicare. «Aspettando una modifica che non arriva mai, i dipendenti ad ogni gara d’appalto vedono diminuire il loro monte ore contrattuale». E’ una situazione giunta all’estremo, con part-time molto bassi che da 14 arrivano fino a 9 ore settimanali. «Una lotta — prosegue Nicolini —, che vuole salvaguardare i diritti dei lavoratori per ottenere un aumento della busta paga di 90 euro e rafforzare l’articolo 4, che tutela i lavoratori in modo che abbiano il passaggio in automatico ogni volta che cambia la ditta».

        «I LAVORATORI ‘invisibili’ — afferma Michele Orsi segretario generale Filcams-Cgil Pisa — così definiti perchè lavorano accanto a noi anche se non li vediamo, chiedono un’occupazione meno precaria». «Questa lotta — afferma Goffredo Carrara, segretario confederale Cgil Pisa — vede i sindacati schierati a sostegno della categoria. E’ una battaglia simbolica che punta i riflettori su incertezze e bassi salari». E conclude Stefania Nicolini: «Ci auguriamo che questa volta i lavoratori siano lasciati liberi di esercitare il diritto di scioperare, senza minacce e pressioni, come è avvenuto in occasione dell’11 maggio. In alcune strutture, come gli ospedali, avevamo previsto servizi essenziali, per esempio nelle sale operatorie, ma gli enti in molti casi hanno obbligato i dipendenti a svolgere servizi non essenziali come risanare l’ufficio del dirigente».