Pisa. Commercio, soddisfazione per il contratto

06/07/2004




MARTEDÌ, 06 LUGLIO 2004
 
Pagina 4 – Pisa
 
Commercio, soddisfazione per il contratto
 
I sindacati illustrano i dettagli dell’accordo, e puntano il dito sulla sicurezza

PISA. La notizia giunta all’ultimo momento, della firma del nuovo contratto del commercio, ha trasformato quelli che dovevano essere due giorni di dura lotta (una serrata nel settore era prevista per ieri e oggi), in giornate di grande soddisfazione.

Un evento, in un certo qual modo insperato, dopo ben diciotto mesi di continue trattative condotte nelle sedi nazionali tra le rappresentative sindacali di categoria con le varie associazioni imprenditoriali, soprattutto la Confcommercio che puntava i piedi per introdurre alcune modifiche alla riforma del lavoro, tese a liberalizzare ancor più lo strumento del par time.


Una soddisfazione espressa anche dai vertici sindacali locali (che nella nostra provincia rappresentano oltre 10mila lavoratori del settore), riuniti ieri mattina presso la Camera del Lavoro, per fornire tutti i dettagli del nuovo contratto. Presenziavano, Michele Orsi e Paolo Baldereschi della Filcams-Cgil, Paolo Greco della Pisascat-Cisl ed Armando Melandri della Uiltucs-Uil.


L’accordo per il nuovo contratto che in Italia interessa oltre un milione e mezzo di lavoratori, prevede un aumento medio a regime, per il periodo 2003-2006, di 125 euro, oltre ai 14 già erogati in busta paga e oltre a 8,50 euro per l’assistenza integrativa. Inoltre è prevista una tantum complessiva di 400 euro. L’aumento sarà erogato in quattro tranche: 35 euro questo mese, 37 euro nel prossimo dicembre, 23 euro da luglio 2005 e 30 euro da settembre 2006, mentre l’una tantum sarà erogata per 250 euro entro la fine del mese ed i rimanenti 150 euro a gennaio prossimo. Novità anche per i contratti a termine: sarà prevista un’unica causale come enuncia la legge sullam riforma del mercato del lavoro. Sarà previsto un tetto per i contratti a termine che potranno essere utilizzati solo per il 20% della forza lavoro. Sarà inoltre possibile utilizzare i contratti interinali per il 15% della forza lavoro ma il complesso delle due fattispecie non potrà superare il 28% del personale (il precedente tetto era al 23%). Espressa la logica soddisfazione per l’esito positivo della trattativa, i sindacalisti hanno lanciato un allarme sicurezza che, a loro dire, riguarda buona parte dei circa 2500 lavoratori della grande distribuzione. «In questi ultimi anni – afferma Michele Orsi – oltre all’eccessivo carico di lavoro da chi opera nella grande distribuzione, con orari sempre più pesanti, riceviamo quotidianamente segnalazioni inerenti la mancanza del rispetto delle più elementari norme di sicurezza sul lavoro».


D.G.