Pisa. Braccia incrociate all’Upim

16/12/2005
    venerdì 16 dicembre 2005

      Pagina 6 – Pisa

        Braccia incrociate all’Upim

        Domani i lavoratori scioperano per difendere il contratto

        La società annuncia la chiusura di due filiali in Toscana
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        PISA. Di nuovo in sciopero, domani, lavoratori e lavoratrici dell’Upim. Ripetereanno l’astensione del 1º ottobre per difendere i diritti acquisiti nel contratto. L’astensione dal lavoro è stata decisa da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, alla fine dell’incontro con la direzione, nel quale l’azienda ribadiva la volontà di togliere dal 1º gennaio 2006 il contratto integrativo aziendale.

          «Proprio un bel regalo di Natale – dice Cinzia Bernardini, della Filcams di Pisa -. Negli incontri avuti con la nuova proprietà (Pirelli RE, Deutsche Bank, Investitori Associati e Famiglia Borletti) la direzione aveva subito manifestato l’intenzione di disdettare il contratto aziendale, ma se per Rinascente l’azienda ha accettato la proposta di proroga del contratto fino alla stipula di uno nuovo, la direzione Upim ha confermato la volontà di toglierlo, riservandosi la facoltà di “lasciare temporaneamente” alcune norme; è inaccettabile”.

          In questi ultimi 10 anni, dipendenti e sindacati hanno stipulato con l’azienda accordi che hanno consentito un risanamento complessivo della società: con questo atto invece vengono cancellate anche le positive relazioni sindacali intercorse finora, sostituendole con imposizioni unilaterali.

          Inoltre la direzione ha annunciato un piano di ristrutturazione che, oltre a prevedere esuberi di personale nella sede di Milano e nel deposito, vedrà da gennaio la chiusura di 15 negozi Upim, 2 dei quali sembra in Toscana. Le segreterie nazionali hanno proclamato una nuova giornata di sciopero generale per impedire che i costi di una acquisizione siano di fatto pagati anche con i soldi dei lavoratori e per difendere il contratto conquistato in tanti anni di contrattazione e che, se tolto, vedrebbe un pesante peggioramento delle condizioni economiche e normative e farebbe aumentare la precarietà.

          «Siamo dispiaciuti – conclude Cinzia Bernardini – che l’azienda continui sulla strada dello scontro, costringendo i lavoratori a scioperare ancora Invitiamo pertanto i cittadini ad essere solidali e a sostenere i dipendenti della Upim pisana». sondaggi
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