Pirelli Re conquista Rinascente

14/03/2005
    domenica 13 marzo 2005

    sezione: FINANZA E MERCATI – pagina 21

    REAL ESTATE • Da Puri Negri, Deutsche Bank Re, Investitori Associati e Borletti offerta da 870 890 milioni
    Pirelli Re conquista Rinascente

      Mcc l’advisor dei vincitori Battuti Beni Stabili Bc Partners, Aedes Dubai Inv. e Galeries Lafayette Redevco

        CARLO FESTA

          MILANO • Pirelli Real Estate si aggiudica i grandi magazzini Rinascente Upim. Manca ancora l’ufficialità dei venditori ( che potrebbe essere data oggi nel Cda della controllante Eurofind che ancora ieri sera non aveva « nulla da dichiarare » ) , ma il gruppo immobiliare di Carlo Puri Negri, che è affiancato nella cordata da Deutsche Bank, Investitori Associati e dalla famiglia Borletti, ha battuto le altre offerte mettendo sul piatto circa 870 890 milioni di euro.

          Ieri sera i manager della cordata Pirelli Re si sono recati da Lazard ( advisor di Ifil) dove è stato firmata l’intesa. L’asta per la conquista di Rinascente, del resto, ha visto ieri il suo epilogo con l’apertura delle buste delle cordate in gara. La cordata di Pirelli Re si è presentata con al suo fianco Unicredito, Natexis e Mcc, quest’ultima anche advisor. Pirelli Re dovrebbe avere battuto la seconda offerta, in termini di prezzo: quella di Beni Stabili e del fondo di private equity Bc Partners ( 860 milioni), assistita da Mediobanca e da Banca Intesa.

          La giornata di ieri si è anche tinta di un piccolo giallo: alla scadenza per la consegna delle offerte ( prevista per mezzogiorno), si era diffusa l’indiscrezione – che non ha trovato riscontri che Lazard avesse prorogato il termine alle 18, in modo da consentire ad alcune cordate di definire meglio gli aspetti delle proposte. Restava infatti incertezza sulla consegna o meno dell’offerta da parte della cordata Aedes Dubai Investments ( affiancata da Banca Imi, Jp Morgan, Ing e Barclays e l’assistenza legale di Clifford Chance) ai quali nell’ultima settimana si era aggiunto L Capital. Inferiore agli 800 milioni dovrebbe essere l’offerta della cordata Cvc Morgan Stanley, mentre il fondo Pai già negli scorsi giorni sembrava abbastanza defilato nel procedimento d’asta.
          Tra i raggruppamenti che non sarebbero ricorsi direttamente al finanziamento bancario, ma che avrebbero presentato un’offerta soltanto sulla base di proprie risorse c’è quella di Galeries Lafayette Redevco. Questo raggruppamento, con l’aggiunta del fondo di private equity Apax, assistito dalle banche d’affari Ubs, Bnp Paribas e da Cofinance& Co, avrebbe messo sul piatto 725 milioni. L’offerta di Galeries Lafayette avrebbe previsto anche 200 milioni di investimenti dal primo al terzo anno, il mantenimento per 5 anni degli attuali dipendenti, lo sviluppo del brand, la cessione ad Apax dell’asset Upim.

          Tra gli elementi inseriti nell’offerta inviata a Lazard da Galeries Lafayette ci sarebbe stato anche quello della futura quotazione del gruppo Rinascente in Borsa e la possibilità per Ifil di restare nella compagine. A influenzare le scelte di Lazard sembra essere stata anche la definizione del pool di banche finanziatrici: alcune cordate hanno infatti dovuto lasciare la presa proprio per la mancanza di un chiaro supporto su questo fronte.

            Infine, avrebbe richiesto diverso lavoro la definizione degli aspetti fiscali dell’offerta, visto che gli immobili sono in carico a Rinascente a un prezzo molto basso. Il patrimonio immobiliare di Rinascente, secondo una perizia di circa un anno fa, varrebbe a valore di mercato intorno ai 600 milioni di euro. A questa cifra va però aggiunta la valorizzazione della componente industriale che sarebbe valutata sui 300 milioni e che ha soprattutto nello store in piazza Duomo a Milano una fonte elevata di introiti. Sulla redditività della divisione tessile andranno comunque a pesare i futuri affitti da pagare ai nuovi proprietari degli immobili. Infine, altrettanto importante il piano industriale e occupazionale, visto che Rinascente Upim ha 3mila dipendenti.