Pioggia di investimenti per il Sud

22/02/2002





La Cit dopo Scanzano Jonico aprir� anche a Pietralcina e nella Piana di Sibari delle strutture da 175 milioni di euro
Pioggia di investimenti per il Sud
Nova Concordia verso lo sbarco a Castellaneta
Laura Di Pillo
(NOSTRO SERVIZIO)

MILANO – Come’� cambiato il commercio mondiale, quali le regole, i protagonisti,�i limiti della new economy. Temi al centro dell’intervento ieri alla Bit dell’economista americano Jeremy Rifkin, autore di numerosi testi sull’impatto delle nuove tecnologie sull’economia, il mercato del lavoro, l’ambiente. Qual � la grande differenza tra il mercato tradizionale e l’economia globale? Nel mercato tradizionale ci sono venditori e compratori, si fanno i soldi con il volume del traffico e con i margini delle transazioni. Nei network, nell’economia di rete, ci sono fornitori e utenti, servizi e clienti. La propriet� del bene esiste ancora ma coincide con il produttore, l’utente vi accede con diverse formule: licenze, accordi, sottoscrizioni. La ragione per cui si passa dal mercato ai network � che il primo � troppo lento. Le nuove tecnologie, le telecomunicazioni, il web consentono infatti di organizzare gli scambi molto pi� velocemente e questo impone un’organizzazione per segmenti di tempo. Un grande cambiamento rispetto� alle regole dell’economia tradizionale Sicuramente s�, passiamo dallo scambio di tipo industriale a quello di tipo culturale. Quali sono i limiti di questo tipo di organizzazione? C’� un enorme potenziale verso la protezione dell’ambiente. Nel mercato non si pu� avere uno sviluppo sostenibile e questo � un punto critico, anche nel turismo. Infatti nell’economia tradizionale il venditore si sbarazza della merce vendendola al compratore. Una volta che il prodotto � fuori dai negozi, poco importa. Nel network invece la propriet� del bene resta sempre con il produttore e questo modifica i criteri di utilizzo di beni e materiali. Ad esempio le auto: un terzo del prodotto non � venduto ma ceduto in leasing. Tra 10 anni tutte le auto continueranno ad appartenere a chi le produce e questo consentir� di controllarne meglio le funzionalit� e saranno forse anche pi� riciclabili. Il produttore dovr� cos� gestire tutta la catena dei costi, noi saremo solo utenti. L’aspetto negativo � che i network possono connettere utenti e fornitori in tutto il mondo. L’abilit� di monopolizzare il potere investe sia il settore del business to business che quello del business to consumer. Dunque bisogna ripensare i meccanismi di sorveglianza e di controllo? � il punto fondamentale. E questa sorveglianza dovr� essere globale perch� globali sono i network. Le grandi compagnie che producono e vendono contenuti globalmente hanno un enorme potere.�La gente teme di perdere la propria identit� culturale, il senso della propria sovranit�. Abbiamo quindi bisogno di riportare la cultura locale in primo piano al centro della vita politica. Ci deve essere cio� un equilibrio tra commercio globale e realt� locali. � indispensabile senso riglobalizzare, ristabilire le regole dal basso verso l’alto definendo le giuste priorit�.

Venerd� 22 Febbraio 2002