Pininfarina: detassiamo gli aumenti dei contratti aziendali

04/07/2006
    marted� 4 luglio 2006

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    Pininfarina: detassiamo gli aumenti
    dei contratti aziendali

      Damiano: se servisse a risolvere i problemi ci penserei. Parti distanti sulla riforma del modello contrattuale

        di Felicia Masocco / Roma

        IL RITORNO alla concertazione riapre questioni lasciate in sospeso. La riforma dei contratti � tra le altre, tutto appare cristallizzato e poi di tanto in tanto spunta una novit�. L’ultima � di ieri, il vicepresidente di Confindustria Andrea Pininfarina ha proposto di detassare gli aumenti dei contratti aziendali. A suo avviso �il contratto nazionale non va rafforzato perch� penalizzerebbe la competitivit� n� si pu� imporre la contrattazione di secondo livello, �inaccettabile� e poi rimane forte il �no� alla contrattazione territoriale proposta dalla Cisl, �non esiste�. Le aziende vanno invece incentivate a contrattare, pu� aiutare alleggerire la pressione fiscale sugli aumenti e in particolare sul premio di risultato �che oggi ha un costo analogo a tutti agli altri istituti erogati�. In questo modo – � il ragionamento di Pininfarina – il secondo livello sarebbe appetibile, i contratti si farebbero �e come il taglio del cuneo fiscale, sarebbe un modo di avvicinare la forbice tra il costo del lavoro e lo stipendio medio�. Va da s� che una strada di questo tipo chiama in causa il governo, �le parti sociali non bastano�. L’industriale � intervenuto ad un seminario su contrattazione e competitivit� promosso dal giornale telematico www.ildiariodellavoro.it. C’erano i segretari di Cgil e Ugl, il presidente di Confartigianato. C’era anche il ministro del Lavoro Cesare Damiano. �Per quanto un governo possa facilitare la ricerca di accordi, io ritengo che il consenso della parti sia indispensabile. Se defiscalizzare gli aumenti contrattuali in azienda risolvesse un annoso problema, ci penserei�, � stata la sua risposta.

        Il dibattito � aperto. Certo � che le �parti� sono lontane, al loro interno e con le controparti. Una convergenza al seminario per� c’� stata: non si manda a monte l’attuale modello se prima non ce n’� un altro. � la risposta all’annuncio del leader della Uil di voler disdettare l’accordo del luglio ‘93 che, tra l’altro, pone le basi della contrattazione. Per il resto si procede in ordine sparso. Guglielmo Epifani ha ribadito che la riforma non � una priorit� e ha portato ad esempio le centinaia di contratti che si firmano e le migliaia di accordi aziendali �l’ultimo in Fiat, dopo 10 anni e senza neanche un’ora di sciopero�. Detto questo, si pu� discutere, ma per la Cgil � fondamentale trovare prima un accordo con Cisl e Uil. �Anche all’interno di Confindustria non c’� compattezza sulla riforma� ha fatto notare. E Pininfarina gli ha dato ragione, per lui il documento prodotto l’anno scorso da Viale dell’Astronomia �� moderato�. La Cgil non si � �mai sottratta a una verifica per la manutenzione� del modello contrattuale, ma senza sacrificare la valenza del contratto nazionale, ha ribadito Epifani. �Tutto ci� che serve a rafforzare il secondo livello va bene, non c’� una Cgil abbarbicata al primo livello, ma se mi si dice che � per avere produttivit� pi� in basso a svantaggio del contratto nazionale non sono d’accordo�. Senza troppi orpelli, Pininfarina ha replicato che in �12 anni i lavoratori hanno avuto garantito il recupero del costo della vita, a me i clienti non garantiscono nulla, o faccio produzione o chiudo�. Il punto di vista di un imprenditore che, per definizione, assume il rischio. E che forse farebbe volentieri a meno di accordi di sorta. Anche di quelli che ci sono.

          La Cisl spinge per cambiare, la Uil disdetta, per l’Ugl �il contratto nazionale deve rimanere come riferimento saldo per la tutela dei lavoratori�. Cos� Renata Polverini, aggiungendo che che la riforma dell’accordo del ‘93 deve aver ben chiaro l’approdo, vista la delicatezza dei temi trattati tra sindacato e impresa. Quanto alla Confartigianato, con il presidente Giorgio Guerrini promuove la riforma del suo settore: �si pu� esportare anche in altri settori�.