Pinault frena

06/09/2002




        6 settembre 2002

        FINANZA E MERCATI
        Moda, Pinault frena

        I profitti semestrali di Ppr diminuiscono del 5,4%

        Michele Calcaterra


        (DAL NOSTRO CORRISPONDENTE)

        PARIGI – Nel primo semestre dell’anno Pinault Printemps­Redoute (Ppr) non ha brillato, ma ha resistito bene, guadagnando oltrettutto delle importanti quote di mercato in tutti i principali business di interesse. Fatto sta che i primi sei mesi si chiudono con un utile netto in calo del 5,4% a quota 283 milioni di euro, rispetto ai 299,1 milioni di euro dell’analogo periodo dell’anno prima, su una cifra d’affari di 13,31 miliardi di euro, in diminuzione dell’1,5%, rispetto ai 13,51 miliardi del giugno 2001. La tenuta, secondo il presidente Serge Weinberg, si spiega con l’azione condotta negli ultimi esercizi di riduzione dei costi di gestione, di miglioramento del mix e della diversificazione, sia geografica, sia delle attività che ha permesso di limitare i rischi al minimo. Non a caso Ppr ha deciso di puntare sui settori maggiormente redditizi (lusso e grande distribuzione "mirata"), cedendo quei business, come le vendite a distanza della controllata Guilbert (vendute alla statunitense Staples per 825 milioni di euro, con una plusvalenza di 300 milioni), che non offrono al momento sufficienti garanzie di sviluppo. È dunque una nuova Ppr quella che ha presentato ieri Serge Weinberg: più efficiente, più dinamica, più snella e focalizzata oltre che sul lusso (Gucci) e sulla grande distribuzione (Printemps) anche su attività potenzialmente in crescita come Fnac e Conforama, ma anche come Finaref in campo finanziario­bancario­assicurativo, del credito al consumo. E a questo proposito, va ricordato che nel primo semestre Ppr ha aperto un nuovo centro Fnac a Torino, un nuovo Conforama a Cosenza e ha in programma entro le prossime settimane di aprire un importante ufficio di Finaref a Milano. Per quanto riguarda le prospettive, il presidente non ha voluto sbilanciarsi più di tanto. La congiuntura negli Usa e in Europa è infatti tale, che la cautela non è mai troppa. Weinberg ha comunque aggiunto che il peggio dovrebbe essere alle spalle e che il gruppo Ppr ha le carte in regola, dal punto di vista finanziario e industriale, per poter crescere nei prossimi anni, guadagnando nuove quote di mercato, investendo sui livelli degli ultimi esercizi e raddoppiando la rete di Fnac e Conforama all’internazionale entro i prossimi 2­3 anni. Il presidente ha inoltre lasciato intendere che nei prossimi mesi potrebbe continuare la politica di cessione di attività non ritenute strategiche, in modo da concentrare gli sforzi sui business a più elevato valore aggiunto. Nel frattempo il gruppo ha ridotto il personale di oltre 3mila unità (mentre l’introduzione delle 35 ore lavorative è costata 5 milioni di euro), ha contenuto ulteriormente i costi di gestione, ha allargato il perimetro dei business stringendo nuovi accordi in campo bancario e assicurativo, ha ampliato la specializzazione dei suoi magazzini Printemps e conta in un deciso miglioramento della situazione finanziaria, puntando a un rating di tripla B entro il prossimo esercizio. Ciò detto, la posizione finanziaria del gruppo è più che confortante, con disponibilità per 8,5 miliardi di euro, a fronte di un indebitamento che a fine anno dovrebbe essere contenuto a 7,5 miliardi di euro. Per quanto riguarda infine i mesi successivi alla chiusura del primo semestre, Serge Weinberg ha dichiarato che la situazione è in fase di miglioramento e che i livelli di agosto sono stati soddisfacenti. Come a dire che il peggio è passato, anche se previsioni dettagliate per fine anno non ne sono state fatte. «Ppr – ha detto Weinberg – ha l’abitudine di commentare solo quando i dati sono acquisiti». Il titolo ha chiuso ieri in ribassodell’1,5% a 79,45 euro.