Pil, crescita non supererà lo 0,8%

29/03/2004

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
074, pag. 2 del 27/3/2004
da Cernobbio Luigi Chiarello


È la situazione dipinta dalla Confcommercio al forum di Cernobbio sugli scenari degli anni 2000.

Pil, crescita non supererà lo 0,8%

Sergio Billè: sulla politica economica Italia appesa a una fune

Economia in allarme rosso e consumatori smarriti. Ma anche imprese in affanno sul fronte dell’innovazione. Confcommercio lancia dal Forum di Cernobbio sugli scenari economici futuri un altolà alla politica finora seguita dal governo e, per bocca del suo presidente, Sergio Billè, avverte: ´Le imprese europee stanno perdendo la partita della brevettabilità e della sperimentazione di nuovi prodotti. La competizione con gli Usa, il Giappone e i paesi del Sudest asiatico ci vede arrancare’. E non va meglio sul fronte Far east. Secondo Billè, ´le navi cinesi e coreane importano in Europa tonnellate di manufatti sempre più concorrenziali per qualità e prezzo. Stanno già penetrando i mercati dell’Est Europa, dove presto la loro concorrenza sarà devastante’. Il tutto mentre ´l’Europa continua a essere un conglomerato di leggi che, fra stato e stato, fanno a pugni tra loro. E le barriere doganali si rivelano sempre di più tigri di carta’.

Billè lancia poi un avvertimento al governo: ´Sulla politica economica siamo appesi a una fune. Bisogna abbandonare le vecchie logiche, investire in infrastrutture, rivedere il welfare (e non pensare solo alle pensioni), sostenere le famiglie e il credito al consumo. E potenziare al più presto i controlli sul risparmio per restituire certezze ai consumatori. Altrimenti l’Italia rischia di diventare la deriva argentina d’Europa’.

In sostanza, Confcommercio chiede a palazzo Chigi di compiere scelte, anche dolorose, per creare ´un effetto crash’ sull’economia che, nel medio periodo, restituisca fiducia.

I dati con cui Confcommercio sferza il governo poggiano su due rapporti, condotti dal Centro studi della Confederazione e da un’indagine Censis.

Andamento 2004. Per l’associazione guidata da Billè la crescita non supererà lo 0,8% nel 2004. La domanda per consumi delle famiglie sarà debole per tutto il primo semestre e, in media, a fine anno non supererà lo 0,6%. La domanda di investimento delle imprese per l’intero 2004 crescerà dell’1,3%, mentre la crescita occupazionale viaggerà per quest’anno a una media di 100 mila unità, in ulteriore calo rispetto gli ultimi due anni. E la forbice dell’occupazione tra Nord e Sud è destinata ad allargarsi ancora.

Dal lato dell’inflazione, secondo Confcommercio, l’Italia chiuderà il 2004 con una crescita media del 2,1%. Un livello determinato dall’attesa decelerazione dei prezzi dei prodotti alimentari, dal permanere di una stabilità dei prezzi nei beni di largo consumo e da una tendenza ribassista sul fronte telefonia. Continueranno, invece, a salire i pezzi dei prodotti petroliferi, specie per beni e servizi gestiti localmente, a causa delle difficoltà di bilancio in cui versano molte amministrazioni.

Note dolenti anche dall’export verso i paesi extra Ue; il calo stimato della bilancia commerciale nel primo trimestre è dello 0,8%. Le merci italiane registrano, infatti, difficoltà di competizione, soprattutto sui mercati giapponese e statunitense. Infine, Billè annuncia sulla finanza pubblica: ´Nel 2004 il rapporto deficit/pil sarà su valori prossimi al 2,5%, sotto la pericolosa soglia del 3% fissata dal patto di stabilità’.

Nel 2005 il quadro migliora. La crescita dovrebbe attestarsi attorno all’1,4%. I consumi per famiglie saliranno dell’1,3%. Gli investimenti delle imprese del 2,4%. L’occupazione poi dovrebbe tornare a salire, toccando quota 140 mila unità l’anno. Nell’import-export si comincerà a risalire la china (rispettivamente +2,8% per la domanda verso l’estero e +2,4% per la domanda proveniente dall’estero).

Il sondaggio Censis (effettuato a febbraio su un campione di 1.500 persone) rivela una forte sofferenza del potere d’acquisto. La riduzione dei consumi riguarderà: abbigliamento, alimentari, tempo libero e prodotti tecnologici. Le cure mediche saranno l’unica voce di spesa su cui le famiglie aumenteranno le risorse in bilancio. In ogni caso, dall’indagine ne esce un’Italia con consumatori in stand-by. I numeri Censis rivelano che: oltre il 90% del campione teme nuovi aumenti dell’inflazione, l’87% sente la difficoltà di tutelare i risparmi, l’82% ha paura che i prodotti alimentari siano poco sicuri (oltre il 77% teme gli Ogm), oltre il 72% teme attentati e ben il 50% ha paura di perdere il posto di lavoro.

Gli aiuti alle imprese. ´Gli incentivi per l’innovazione delle imprese sono stati finora utilizzati per coprire i debiti e l’esposizione bancaria. Non per innovare processi e prodotti. Un esempio per tutti è la legge 488 del 1992.

Sergio Billè, presidente di Confcommercio, ha attaccato a testa bassa il sistema delle agevolazioni attuale. Secondo Billè, sostenere le pmi e riposizionare la spesa pubblica per investimenti su priorità strategiche come le infrastrutture ´non è una contraddizione. Bisogna invece rivedere la politica dei redditi, utilizzare la leva fiscale e riposizionare il sistema del welfare’.

Il presidente Confcommercio lancia poi un j’accuse attraverso ItaliaOggi: ´Sono convinto che qualora fosse fatta una ricerca su quali siano le imprese agevolate dalla 488 negli ultimi anni e su quali banche abbiano gestito i finanziamenti, emergerebbe un dato significativo: le imprese agevolate e le banche che fanno le istruttorie sono sempre le stesse’. Infine, Billè conclude: ´La creazione di un posto di lavoro attraverso il sistema degli incentivi attuale costa tantissimo e i fondi, ripeto, sono stati utilizzati da banche e imprese per coprire i buchi’.