Pil, continua la stagnazione

14/05/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Primo Piano
Numero 115, pag. 3 del 14/5/2004
Autore: di Bruno Mastragostino
 
Pil, continua la stagnazione
Stessa performance tedesca
 
Le stime preliminari dell’Istat : nel 1° trimestre dell’anno crescita dello 0,4%
 
Continua la fase di stagnazione per l’economia italiana che in ogni caso, a sorpresa, realizza un discreto risultato a livello congiunturale, +0,4%, un valore che peraltro eguaglia la performance della Germania, altro paese maggiormente industrializzato che mostra come noi abbiamo ancora serie difficoltà. Il prodotto interno lordo nel primo trimestre del 2004, secondo l’Istat che ieri ha diffuso una stima preliminare, è salito a livello congiunturale dello 0,4%. Rispetto allo stesso periodo del 2003, prosegue l’Istat, si è invece verificato un incremento dello 0,8% che rappresenta l’aumento più alto dal quarto trimestre del 2002, quando l’incremento fu dello 0,9%. In seguito i dati tendenziali hanno subito un continuo deterioramento toccando il punto più basso nel quarto trimestre dello scorso anno con +0,1%.

Insomma, l’economia italiana non va molto bene, ma pur restando in cattive acque mostra qualche piccolo segnale di miglioramento che, riuscendo l’aggancio con i paesi più avanti di noi quanto a ripresa, potrebbe anche consolidarsi nei prossimi mesi. Per capire meglio, l’Istat rammenta i risultati di alcuni altri grandi paesi, sempre nel periodo gennaio-marzo. A livello congiunturale gli Stati Uniti salgono dell’1%, la Francia dello 0,8%, il Regno Unito dello 0,6% e la Germania dello 0,4%. Su base annua, invece, gli Stati Uniti hanno fatto un balzo del 4,9% e il Regno Unito del 3%, mostrando che nei paesi anglosassoni la ripresa è di buon livello.

La crescita rilevata in questo primo trimestre, tornando allo studio dell’Istat, è la sintesi di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura e dei servizi a cui si aggiunge una sostanziale stabilità di quello dell’industria. Non essendoci il dettaglio relativo ai contributi alla crescita, che invece si avrà nel comunicato che l’Istat diffonderà il 10 giugno prossimo, è difficile stabilire da dove è arrivata la spinta maggiore nel trimestre da poco trascorso. In ogni caso, ipotesi di alcuni analisti è che ci sia stato un contributo più forte delle attese dalle esportazioni, dagli investimenti e forse da una discreta accumulazione di scorte. Ma quest’ultimo aggregato se veramente in aumento non è certo un buon viatico per la ripresa. L’Istat ricorda infine che nel primo trimestre di quest’anno i giorni lavorativi in calendario sono stati identici a quelli dell’ultimo trimestre del 2003, ma si è registrato un giorno in più rispetto al periodo gennaio-marzo 2003.

´Un dato confortante e positivo’, è il commento del ministro del welfare Roberto Maroni ai dati sul pil. Per Maroni, si tratta di un dato che ´comincia a diradare un po’ le ombre e conforta il governo sul fatto che l’azione di risanamento dei conti pubblici e di sostegno all’economia, pur in un contesto difficile, comincia a dare i suoi frutti’.´Non sono dati sorprendenti’, ha detto, riferendosi alle stime dell’Istat, il vicepresidente del consiglio Gianfranco Fini, ´quelli annunciati e previsti, più o meno sono quelli dell’Ocse. Rispetto alla previsione di crescita’, ha aggiunto Fini, ´che l’ultimo governo del centro-sinistra aveva indicato nel Dpef della primavera del 2001, vale a dire il 3% di crescita per tre anni, non l’Italia ma tutto l’Occidente è cresciuto con un ritmo di gran lunga inferiore’. E ciò per Fini è riconducibile ´all’effetto post 11 settembre’. Per il viceministro dell’economia, Gianfranco Micciché, una crescita annua del prodotto interno lordo dell’1,2% è ´sicuramente raggiungibile’. Visti i dati Istat di ieri, a fine anno, ha sottolineato, ´si può fare anche di più’. Di tutt’altro avviso il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, per il quale ´non ci si muove da una crescita sempre troppo al di sotto dell’1% anche quando gli altri paesi europei stanno crescendo di più’.