Pil 2009 sempre più giù: -5,1% A gennaio migliora l’industria

11/03/2010

Dall’Istat sono arrivati ieri due dati, uno interlocutorio, relativo al piccolo e parziale miglioramento della produzione industriale italiana nel mese di gennaio, e l’altro tristemente definitivo, a fotografare il crollo del prodotto interno lordo italiano nel 2009. Persino superfluo aggiungere a quale dei due numeri si sia aggrappato il governo, con il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che ha addirittura celebrato «l’avvio della ripresa» per l’industria nazionale. Nonè riuscito ad arrivare a tanto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, per il quale, comunque, «la ripresa c’è anche se a tratti è ancora discontinua». Silenzio tombale invece sul pil, il cui dato disastroso, evidentemente, non concede spazionemmenoalle fervide menti dell’esecutivo… Meno cinque virgola uno per cento: a tanto è ammontata la discesa
del prodotto interno lordo nel precedente anno. Un dato che peggiora la precedente stima (-5%), a sua volta inferiore al -4,9% del rilevamento di partenza. Un dato che risulta il peggiore dal lontano 1971, e non perché allora le cose andassero male ma semplicemente poiché le statistiche dei conti pubblici partono, appunto, da quell’anno.
PARAGONI PENALIZZANTI
Ad influire sulle correzioni al ribasso del pil, poi, c’è la preoccupante tendenza all’impoverimento del Paese ancora in atto, con buona pace dei proclami di palazzo Chigi. in particolare, sui due decimi di differenza fra la prima e l’ultima lettura dell’Istat pesa la «deludente» performance del quarto trimestre del 2009, (-0,3% congiunturale, -3%
annuo) anche questa peggiorata rispetto alle stime (-0,2% congiunturale, -2,8% annuo). Ed ancora, negli ultimi tre mesi del 2009, a confronto con lo stesso periodo del 2008 quando quindi la crisi era già entrata nel vivo, gli investimenti sono caduti del 7,4%, le esportazioni sono diminuite dell’11,4% e le importazioni del 7,6%. Nello stesso periodo è diminuito il valore aggiunto dei servizi (-1,7%), dell’agricoltura (-4,4%) e dell’industria in senso stretto (-9,1%). A preoccupare ulteriormente c’è il confronto con le altre grandi nazioni, per le quali i segnali di ripresa sono fatto reale e non tesi più o meno propagandistiche. Infatti, sempre nel quarto trimestre del 2009, il Pil è aumentato in termini congiunturali dell’1,4% negli Stati Uniti, dell’1,1% in Giappone, dello 0,6% in Francia, dello 0,3% nel Regno Unito mentre è rimasto stazionario in Germania. Tornando al dato sulla produzione industriale, nel mese di gennaio ha segnato un +2,6% su dicembre, l’aumento più deciso dopo i rimbalzi tecnici dell’estate scorsa. C’è però da aggiungere che su base annuale si registra ancora un calo (-3,3%), almeno guardando al dato grezzo, perchè, invece, quello corretto rispetto alle giornate lavorative risulta pure se di poco positivo (+0,1%). Nel dettaglio, il comparto che ha segnato il rialzo maggiore rispetto a gennaio 2009è stato quello dei prodotti farmaceutici (+12,8%), seguito dai prodotti chimici (+11,8%) e dalla fabbricazione di pc (+10,2%).