Pieve, lavoratori in protesta:spesa proletaria al Carrefour

01/09/2010

Da tre mesi non ricevono lo stipendio, i cancelli dello stabilimento sbarrati da che hanno partecipato ad uno sciopero, busta paga a zero ore nonostante due sentenze della magistratura abbiano imposto all’azienda il loro reintegro. Così i 65 lavoratori del polo logistico di Pieve Emanuele hanno deciso di chiedere un piccolo anticipo su quanto loro dovuto per sostenere le loro famiglie: sono andati al supermercato Carrefour di Assago – il committente per il quale il loro datore, la cooperativa Rm del consorzio Gemal, svolge servizi di facchinaggio – ed hanno fatto la spesa.
SPESA PROLETARIA Nei carrelli hanno messo alimentari ed altri beni di prima necessità, poi si sono recati alle casse chiedendo che il conto venisse scalato dalle rispettive retribuzioni che da giugno non ricevono perchè ingiustamente licenziati. Come previsto, la direzione del supermercato ha rifiutato la proposta e i lavoratori hanno riconsegnato la merce sugli scaffali. Mala forza della protestaha colpito pure il gigante della grande distribuzione che, pur non essendo il diretto datore di lavoro dei 65 addetti, non ha più potuto lavarsene le mani: «Carrefour auspica una risoluzione in tempi brevissimi della vertenza in atto nel deposito di Pieve Emanuele tra la cooperativa Rm e i suoi lavoratori e che si ponga fine ad ogni comportamento contrario alla legalità» ha commentato il gruppo in un comunicato, dicendosi disponibile ad essere parte attiva nella risoluzione della controversia. «Quest’iniziativa dà il segnale del grado di esasperazione raggiunto da parte di questi lavoratori e delle loro famiglie» ha sottolineato il segretario della Filt Cgil della Lombardia, Nino Cortorillo. «La nostra posizione è chiara: innanzitutto il rispetto della sentenza e il reintegro dei lavoratori. Se ciò avverrà, immediatamente saremo disponibili a verificare se davvero esistono le condizioni per ricorrere agli ammortizzatori sociali. L’unica cosa evidente per ora è che ci sono lavoratori nel polo di Pieve che lavorano 12 ore al giorno con gli straordinari e 65 lavoratori a casa con una sentenza che dà loro ragione» ha concluso il sindacalista. Questa mattina, inoltre, una delegazione degli addetti di Pieve Emanuele consegnerà una lettera al cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi «da sempre attento alle situazioni difficili che coinvolgono i lavoratori e le loro famiglie» per chiedere una parola di conforto e sollecitare l’attenzione della curia ambrosiana. Ed oggi riprenderà anche il confronto alla prefettura di Milano sulla situazione delle cooperative.