Pierre et Vacances cerca soci

22/04/2003




              Domenica 20 Aprile 2003
              Turismo
              Pierre et Vacances cerca soci

              Dopo la decisione di Beni Stabili di uscire dalla joint venture

              ALESSANDRA GERLI


              ROMA – Non ancora archiviata la joint venture con Beni Stabili, Pierre & Vacances è già alla ricerca di un nuovo partner in Italia: un passaggio fondamentale, secondo il direttore generale François Georges, per centrare gli obiettivi del gruppo francese, che nel nostro Paese sono imponenti. Nel giro dei prossimi tre anni, il numero uno dei residence in Europa vuole arrivare a gestire 5mila appartamenti, per circa 20mila posti letto. Oggi ne ha poco meno della metà. La joint venture tra Pierre & Vacances e Beni Stabili, Sviluppi Turistici, risale a gennaio 2000: 66,8% delle quote all’immobiliare italiana, allora controllata dal gruppo bancario San Paolo Imi, 33,2% ai francesi. La prima operazione in comune è un residence che sta per essere inaugurato nel centro di Roma. Nei piani di Sviluppi Turistici «c’era però anche l’idea di mappare i numerosi immobili non a norma di proprietà delle banche italiane, di restaurarli attraverso fondi partecipati dalle stesse banche, per trasformarli in residence turistici da affidare in gestione a Pierre & Vacances», spiega François Georges. Ma Beni Stabili ha deciso di chiudere con il turismo. E il residence romano sarà presto messo in vendita. «Pazienza – dice il direttore generale di Pierre & Vacances – L’accordo in effetti non vive più. Ma se Beni Stabili ha cambiato la sua strategia, noi non abbiamo modificato la nostra. Siamo un gruppo da 700 milioni di euro di giro d’affari, con un risultato netto di 37,8 milioni nell’ultimo esercizio. E per il residence di Roma abbiamo un contratto di gestione lungo più di dieci anni». In attesa che vadano a buon fine le trattative già avviate per trovare un nuovo "attore dell’immobiliare italiano" che condivida le sue strategie, Pierre & Vacances procede da solo anche sul progetto Cefalù: un residence da 150 appartamenti, che Sviluppi Turistici progettava di realizzare entro il 2004 con 13 milioni di euro di investimento, in gran parte già finanziato da incentivi e contributi pubblici. In Italia, il gruppo francese ha acquistato anche l’attività di residence di Valtur, sette strutture in gestione e una in proprietà in Sardegna: «Ma abbiamo già venduto 50 appartamenti e contiamo di venderne almeno 150 quest’anno», precisa Georges. Scade il prossimo dicembre, invece, il contratto per la gestione dei residence italiani del Bagaglino, firmato con il curatore fallimentare Enrico Broli un mese dopo il clamoroso crack da 500 milioni di euro del gruppo turistico immobiliare bresciano. Quando il patrimonio immobiliare residuo del Bagaglino, ossia gli appartamenti non ancora venduti in multiproprietà, saranno messi all’asta, Pierre & Vacances valuterà se intervenire in base al prezzo. «Il prodotto è buono – puntualizza il direttore generale – Ma la situazione giuridica molto complessa». Ora Pierre & Vacances guarda soprattutto alla Toscana e alle città d’arte e d’affari del Centro-Nord. La formula sarà quella messa a punto da trent’anni in Francia: prima le autorizzazioni amministrative, poi la vendita sulla carta per finanziare la costruzione, che non comincia mai prima che siano stati piazzati almeno il 50% degli appartamenti. A Pierre & Vacances, infine, va la gestione della struttura e il compito di commercializzare le varie unità messe a disposizione dai singoli proprietari. Il gruppo francese è quotato al secondo mercato della Borsa di Parigi. Il 51,8% appartiene al presidente e fondatore Gérard Brémond, tra i soci di minoranza Vincent Bolloré. Oltre all’Italia, nel suo prossimo futuro c’è la Spagna, tramite una società già costituita con il finanziere Georges Soros.