Piemonte. Novanta hotel per il 2006

21/09/2001

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Torino

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Novanta hotel per il 2006
Alberghi nuovi e miglioramento di quelli esistenti

GINO LI VELI


Sei nuovi alberghi (tutti, tranne uno, a tre stelle) a Torino, quattro nei paesi «olimpici» (Bardonecchia, Oulx, Salice, Pinerolo), altri diciotto nei centri della Cintura. E nel resto del Piemonte se ne prevedono sessanta, in modo da avere complessivamente 5.369 posti in più. A questo dato vanno aggiunti quelli che si ricavano dall’ammodernamento di hotel e pensioni attualmente non di altissimo livello, dalla creazione di ostelli, dal sistema di Bed&Breakfast.
In questo modo quella che i tecnici chiamano «capacità ricettiva» (i letti e le camere a disposizione dei turisti) cresce di 13.110 posti. Un buon segnale in vista delle Olimpiadi del 2006 e soprattutto dopo le preoccupazioni che gli uomini Cio hanno manifestato nelle visite a Torino sulla carenza ricettiva. I cinque nuovi alberghi tre stelle (in via Asiago, in via San Donato, in via Balbo, in corso Moncalieri, in piazza Derna) vanno a colmare alcune lacune. E altri problemi verranno risolti da altri progetti di risistemazione, dal raddoppio di strutture come il Meridien del Lingotto o dall’ipotesi di arrivo a Torino di grandi catene del settore alberghiero che si potrebbero insediare nei palazzi Enel di via Bertola e della Rai in via Cernaia (ci sono trattative avviate).
I nuovi posti si creano grazie ad una legge regionale dell’89 che concede agevolazioni e incentivi cospicui ai privati (piccole medie imprese, privati, enti no profit) che presentano progetti di ristrutturazione o creazione di nuove strutture turistiche. L’anno scorso ne sono stati presentati 885 (444 quelli con i requisiti in regola e che quindi hanno goduto dei finanziamenti). Questa volta le proposte, da tutte le otto province piemontesi, sono state 1.168 e mobiliteranno, secondo l’assessore al Turismo, Ettore Racchelli, «papà» della legge, complessivamente 1.155 miliardi. L’assessorato ne assegna direttamente ottanta in due anni.
Oltre alla costruzione delle nuove strutture, è prevista la realizzazione di una serie di infrastrutture come agriturismi, ostelli, bed&breakfast, ristoranti, impianti di risalita, camping, indispensabili per una clientela variegata come quella di un’Olimpiade. Ci sarà anche una positiva ricaduta occupazionale: nasceranno duemila posti di lavoro in più. L’operazione comprende pure 603 esercizi che hanno presentato progetti per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Il piano comprende anche il recupero e la valorizzazione delle dimore storiche o comunque strutture ed edifici sottoposti a vincolo edilizio: in tutto sono 183 progetti che coinvolgeranno anche le relative soprintendenze.
«Con gli incentivi della legge – dice Racchelli – si sono risvegliate la fiducia e la voglia d’investire. Molti imprenditori giovani hanno cambiato mentalità. Mai una regione italiana ha messo in atto un investimento cosi consistente. E la risposta è stata sorprendente». Sulla stessa linea pure il presidente regionale Enzo Ghigo: «Si dà un segnale forte per lo sviluppo della regione, e l’aspetto più positivo è lo stretto rapporto tra pubblico e privato nell’interesse generale».