Piemonte e Liguria: l’articolo 18 non si tocca

28/06/2002

  Sindacale


28.06.2002
Piemonte e Liguria: l’articolo 18 non si tocca

di 
Giovanni Laccabò


 In Piemonte, Val d’Aosta e in Liguria le adesioni sono tra l’80 e il 90%, persino la Fiat supera quota 70 nonostante la cig e a Genova il porto si è svuotato tutto il giorno, le piazze han fatto lo stesso pienone del 16 aprile e si sono viste anche bandiere di Cisl e Uil. Venerdì tocca alla Basilicata, mentre i lavoratori dell’Anas e delle Autostrade aprono la tornata degli scioperi del trasporto Cgil. Un grande successo, alla faccia delle bugie di comodo degli spioni di Maroni. La segretaria Cgil del Piemonte Titti Di Salvo: «Si dimostra che la Cgil non è isolata, ma che interpreta ciò che veramente pensa la gente: Cisl e Uil dovrebbero ascoltare».

Piemonte
Mirafiori e Rivalta al 60-70 per cento, Comau e Teskid di Vercelli all’80 e più ancora Alenia, Fiat Avio e Iveco, Pirelli e il Gft e Oréal al 100 per cento, Lavazza il 90 e Amiat l’80: «I lavoratori e le lavoratrici hanno davvero capito che sono in gioco il loro futuro, la loro dignità, i loro diritti», dice Laura Spezia. Anche in molte aziende tessili lo sciopero è stato unitario con adesioni tra l’80 e il 100. Idem a Biella e nel Verbano-Cusio-Ossola: Pettinatura Biellese, Filaura di Tolegno, Loropiana, Segna, Filatura Griscasco. Alla Michelin di Asti il 90, alte adesioni in tutte le altre province. Tra i bancari, il San Paolo chiuso al 50 per cento, il 30 alla Crt, l’85 alla Bipop e il 60 al Credito Italiano. Buona l’adesione nel pubblico impiego, molto oltre gli iscritti e a volte con Cisl e Uil in lotta. Chiusi gli asili nido della regione, ampi vuoti nelle Asl, forte partecipazione negli ospedali e nei presìdi sanitari malgrado i vincoli della legge 146. Almeno 20 mila nei cortei torinesi e tra questi Enzo Di Dio, esponente della segreteria regionale Uil chimici: «Sono qui perché sono indignato con Angeletti: dev’essere la base a dire quello che pensa davvero». E anche Benedetto Termine con la bandiera della Cisl: «Non mi interessa chi organizza lo sciopero: l’articolo 18 non si tocca e Pezzotta dovrà cambiare idea: non spetta a lui decidere ciò che pensano gli iscritti Fim: oggi ci siamo in tanti, non siamo tutti ma stiamo crescendo». Altri 60 mila hanno animato i presidi di Alessandria, Asti, Cuneo, Novara, Biella, Borgosesia, Verbania e Vercelli. A Settimo al comizio ha parlato anche un sindacalista dell’esecutivo dei chimici Uil. A Torino, presidio all’Unione industriali con comizio della segretaria confederale Cgil Marigia Maolucci. Ovunque i banchetti dell’«Impronta-day».

Liguria
Il porto fermo per 24 ore, deserto completo. Il 60% dei cantieri in sciopero unitario con adesioni all’80 per cento. A Sestri Ponenti è stato unitario anche il picchetto, a Riva Trigosa il 100% e anche all’Ansaldo. Nella grande distribuzione adesioni sopra il 16 aprile: Autogrill, Basko, Pam, la Standa al 50 per cento, Coin al 95, Feltrinelli idem. Nei metalmeccanici tra il 90 e il 100% a Valbisagno e a Valpolcevera. Non c’è settore che non sia stato coinvolto: energia, comunicazioni, scuola. Sfiorano il 95% i chimici, nel Tigullio il settore industriale tra il 70 e l’80, banche chiuse. A Imperia successo straordinario alla Agnesi, fabbrica storica e simbolo del sindacato imperiese. Dice Fulvio Moscatelli: «Nei reparti di produzione il 98 per cento, sopra il 16 aprile, e la produzione si è fermata. Alla Fassi il 70 e Italgraf il 90. Nell’agro alimentare sopra il dato di aprile». Forti adesioni negli edili e nel commercio, con la chiusura totale delle Coop di Sanremo e Ventimiglia e forte adesione nel pubblico impegpo, buona anche al Casinò. Cortei si sono svolti a Savona, con Walter Cerfeda, e a La Spezia con Andrea Ranieri.
Mauro Passalacqua, segretario Cgil di Genova, ha visto con grande soddisfazione quasi gremita piazza De Ferrari, la stessa dei grandi scioperi unitari. Nel capoluogo ligure due grandi cortei, uno da Levante con i lavoratori della Funzione pubblica, sanità, aziende ex municipalizzate e dell’Acquario, e l’altro dal Ponente con i portuali e i metalmeccanici, si sono ricongiunti in piazza De Ferrari dove, dopo i lavoratori extracomunitari e gli studenti, ha parlato Paolo Nerozzi: «La Cgil non è isolata: l’isolamento c’è quando l’opinione pubblica non capisce, mentre in questo caso tutti ci dicono di andare avanti e di proseguire la battaglia contro l’attacco allo Statuto». Ha parlato anche Giuliano Giuliani, il padre del giovane ucciso il 20 luglio durante il G8.