Piemonte. Alla crisi resiste solo la grande distribuzione

20/11/2002


            DOSSIER Mercoledì 20 Novembre 2002
            PIEMONTE



            COMMERCIO


            Alla crisi resiste solo la grande distribuzione
            Chiara Magaddino


            Neanche il commercio si salva dal periodo difficile dell’economia piemontese. La crisi Fiat? C’entra eccome, spiegano dalle associazioni di categoria. Contribuisce ad accentuare un calo di vendite che sta colpendo pesantemente i piccoli commercianti ma non la grande distribuzione organizzata (Gdo). Il sistema distributivo piemontese, riferiscono le rilevazioni di Unioncamere Piemonte, nel secondo semestre di quest’anno registra un incremento del 25% dei commercianti che hanno dichiarato una flessione delle vendite. E a patire di più è il settore del dettaglio tradizionale, mentre per la Gdo la situazione è positiva. Quanto alle previsioni,emergono attese complessive fortemente negative mentre gli esercenti di super e ipermercati si esprimono favorevolmentesulle aspettative future (+19,2%). «Quasi due commercianti su tre – afferma Massimo Deandreis, direttore di Unioncamere Piemonte – hanno dichiarato volumi di vendita in calo. Il sistema distributivo piemontese risente delle incostanti decisioni di spesa espresse dai consumatori, che percepiscono un aumento dei prezzi e sono pessimisti sul quadro economico. Anche i segnali di crisi produttiva della filiera produttiva autoveicolare avranno sicuramente ripercussioni sulle prospettive di consumo delle famiglie». I dati di Confcommercio Piemonte evidenziano che nel secondo trimestre le aziende commerciali si sono attestate a quota 109mila e 443 unità. Dall’inizio dell’anno ne sono state perse quasi 300, ma nell’ultimo trimestre si è registrato un saldo positivo di 167. Sono i piccoli a rischio chiusura: l’andamento generale è dovuto a una tenuta delle società individuali, mentre il risultato più negativo viene registrato dalle società di persone (-142 nel primo trimestre, -236 nel secondo). Spiega Ferruccio Dardanello, presidente regionale di Confcommercio: «Rispetto ai soliti problemi che le Pmi del commercio affrontano quotidianamente, non vi è alcun dubbio che la crisi dell’auto costituisca un decisivo elemento peggiorativo. Come già avvenuto nel corso di crisi analoghe, sono sempre più numerosi i lavoratori occupati nei settori a rischio che si stanno informando per avviare un’attività commerciale. E sono sempre più evidenti i pericoli che il nostro settore venga utilizzato come sola valvola di sfogo di una situazione difficile. Rischiamo di assistere a tantissimi drammi personali e familiari».