Piemonte. Al tavolo in autostrada spuntano i piccoli gestori

09/09/2004


            Nord Ovestmercoledì 8 settembre 2004

            MERCATO - Per bar e ristoranti nuovi competitori oltre ai big
            Al tavolo in autostrada spuntano i piccoli gestori

            Anche quest’estate milioni di vacanzieri in viaggio sulle autostrade piemontesi si sono fermati nei 76 bar e ristoranti delle stazioni di servizio. Tappa quotidiana dei pendolari di ogni stagione, questi "ristori" non offrono più soltanto il caffé al banco, ma grazie a una politica di diversificazione vendono prodotti tipici. Inoltre, in Piemonte come nel resto d’Italia, hanno ormai sconfinato dal tradizionale alimentare, tanto da vendere perfino i biglietti dei concerti e dei traghetti.

            Pure in Piemonte funziona il meccanismo della concessione: le autostrade sono
            in gestione alle società autostradali, che danno in concessione i punti ristorativi a società specializzate oppure a società petrolifere, le quali a loro volta hanno la titolarità su tutta l’area di servizio e, per quanto riguarda la ristorazione, possono rivolgersi a privati o a gruppi del settore. «Con l’intervento dell’Authority per la concorrenza su questo particolare mercato — fa notare Felice Lombardo, dirigente dell’Ativa, che gestisce la Torino-Aosta — si è passati dal monopolio a una situazione maggiormente concorrenziale». E le gare per le concessioni sono terreno di battaglie legali.

            Anche qui Autogrill è la "ristorazione autostradale" per antonomasia. La società,
            controllata da Edizione Holding, finanziaria della famiglia Benetton, opera in 14
            Paesi, con un giro d’affari di oltre 3,1 miliardi nel 2003. Proprio in Piemonte, nel lontano 1947, è sorto il progenitore dei punti Autogrill: si trattava di un chiosco sulla
            Milano-Novara, che nel 1962 venne sostituito da un edificio a ponte, l’Autogrill
            Pavesi. Oggi nella regione si trovano 36 i punti vendita, che nel 2003 hanno generato
            oltre 86 milioni di fatturato. «Nel 2003 le nostre vendite in Piemonte —sottolinea Aldo Papa, direttore generale Autogrill Italia — sono cresciute del 6%, più della media nazionale del 4,8% nei canali del viaggio. Grazie al potenziamento della rete autostradale, ai nuovi prodotti, all’incremento del traffico sulle maggiori tratte, come la Torino-Milano e Torino-Piacenza». Anche se il 2004 è stato segnato da qualche ombra:«Rispetto al successo del 2003 — precisa infatti Papa — nel primo semestre 2004 la crescita di Autogrill in Piemonte è stata sensibilmente più bassa della media nazionale (+4,5% nei canali del viaggio): questo, a causa dei contraccolpi sul traffico dei lavori sulla Torino-Milano». L’occupazione di Autogrill nel canale autostrade in regione è passata da 600 unità nel 2001 a 700 nel 2003. «Ogni anno — fanno sapere dalla società — nei periodi di maggior traffico assumiamo in media 200 stagionali. E investiremo 2,6 milioni n e l 2005-2006 per ristrutturare 4 punti
            vendita sulla A 21 e A 26. Oltre ai 4,6 milioni investiti nel 2003 sulla Torino-Milano».

            Un Autogrill è stato completamente rinnovato a Villarboit Sud (Vc), sulla A 4, per i Giochi del 2006 e per agevolare i lavori dell’alta velocità. «Qui — precisano ad Autogrill — e in altre grandi aree piemontesi proponiamo l’enogastronomia del territorio». Così, in autostrada si gustano le ricette subalpine e nei market enogastronomici "La Bottegaccia" 42 dei 158 prodotti, numerosi Igp, Dop, Doc, Docg, sono piemontesi: 16 fra formaggi e salumi, dal Castelmagno al Raschera fino al salame cotto di Cuneo, più 15 paste e conserve tipiche, come i "tajarin" al tartufo, oltre a 11 vini. Inoltre, in Piemonte Autogrill ha creato il Trucker club per gli autotrasportatori: doccia, tv satellitare, telecamere per la sicurezza. E Fidopark, a Stura-Ovest, per chi viaggia con gli animali, dotato di cucce igienizzate e isolate termicamente.

            Ma, sul mercato piemontese, non opera soltanto il gigante Autogrill. Fra i player
            con significative quote di mercato, c’è Moto (Gruppo Cremonini), società che si è
            aggiudicata cinque punti ristoro, in cui lavorano 66 addetti. «Le vendite d’estate
            — spiegano all’azienda —salgono del 60-80%». Nella regione, Moto prevede per il
            2004 un fatturato di 8,6 milioni e una serie di investimenti, ad esempio indirizzati alla creazione di "baby room". C’è poi chi, come la Pramand, gestisce un solo bar sulla Torino-Bardonecchia. Per la piccola azienda, il business si presenta in espansione grazie alle vendite agli stranieri, in primis i francesi che, anche in tempi di euro, sconfinano per beneficiare di prezzi lievemente inferiori rispetto a quelli domestici.
            Inoltre, alla Pramand nutrono buone speranze per le Olimpiadi. Fra le piccole realtà c’è infine Poker Sas, che sulla Torino-Savona, a Priero Ovest, grazie a un distributore e un bar dove lavorano 14 addetti, può contare su un fatturato in crescita, sostenuto dal traffico abituale e dal turismo "mordi e fuggi" dell’estate.

            LAURA CARCANO