Piemme, esito incontro 27/07/2017

Roma, 3 agosto 2017

Il 27 luglio u.s. è svolto l’incontro con la società in oggetto per una verifica sull’andamento dell’applicazione del F.I.S.
L’azienda ha illustrato l’andamento dei conti riferendosi alla chiusura della prima semestrale del bilancio 2017 che evidenzia un dato di perdita del -7% rispetto allo stesso periodo del 2016, dovuto al calo della raccolta pubblicitaria.
Per fronteggiare la crisi l’unico strumento disponibile sarebbe l’incremento del FIS, ma la sua attuazione risulta organizzativamente non praticabile perché, sostiene la stessa azienda, non ci sarebbe il personale sufficiente per coprire le esigenze di lavoro che peraltro sono aumentate, a fronte di entrate finanziarie sempre più ridotte.
Risulta impraticabile anche il ricorso ad altri ammortizzatori sociali fino ad esaurimento del periodo di utilizzo del FIS.
La proposta aziendale è riposta su una operazione di accentramento organizzativo da realizzarsi tra il mese di agosto e gli inizi di settembre col trasferimento del personale degli uffici clienti e recupero crediti, in totale 10 dipendenti delle sedi di Venezia, Ancona e Lecce, alla sede di Roma.
Il trasferimento sarà accompagnato da forme di sostegno economico.
Come sopra citato, la normativa vigente non consente l’avvio di una procedura di mobilità, pertanto l’unico strumento a cui può ricorrere chi non accettasse il trasferimento risulta essere la NASPI.
Per Filcams – Fisascat – Uiltucs, si tratta dell’ennesima pessima notizia dal settore grafico editoriale e in particolare dalla Soc. Piemme; continua infatti lo stillicidio di posizioni lavorative perché la proposta di accentramento organizzativo è si una ricollocazione, ma risulta impraticabile per la gran parte dei dipendenti interessati che hanno in numerosi casi un contratto di lavoro part time e di conseguenza un reddito difficilmente conciliabile col costo della vita di una città come Roma.
L’azienda respinge anche l’idea dell’adozione di forme di telelavoro o smart working, ovvero di incrementare l’orario di lavoro di chi accettasse il trasferimento qualora si registrassero le dimissioni di parte del personale interessato.

p.la Filcams Cgil
Loredana Colarusso