Piemme, esito incontro 03/12/2016

Roma, 7 dicembre 2016

Testo unitario

Il giorno 3 dicembre si è tenuto il previsto incontro con i referenti rappresentanti dell’azienda Piemme spa fissato al fine di formulare alla delegazione sindacale presente una proposta per affrontare il periodo post scadenza Cds tipo B, ammortizzatore che non sarà più usufruibile dal 1° gennaio 2017.
L’azienda ha nuovamente confermato la crisi strutturale e congiunturale che l’ha colpita da qualche anno e che si riflette più ampiamente nella crisi del settore editoria.
La perdita di fatturato si attesta intorno al 5%, dato che verrà confermato in chiusura 2016 e che nell’ultimo trimestre si è assestato intorno a 1 milione di euro (dato annuo -4,5 mln).
Sono state ribadite le azioni messe in campo da diversi anni che si indirizzano da un lato agli investimenti, vedi internet immobiliare, nuove commesse, e dall’altro in tagli di costi operati sia su fornitori, sia sui contratti di affitto e su consulenze che, purtroppo, sul personale.
La proposta avanzata dall’azienda rispetto al prossimo futuro si indirizza su due direttrici:
1) Cassa in Deroga Regionale: un ammortizzatore che sostituisce quello nazionale (in esaurimento) e che destina metà delle risorse finanziarie delle Regioni per sostenere aziende in crisi. La richiesta dovrebbe essere avanzata per ogni Regione coinvolta in cui è presente una sede Piemme interessata, entro il 31/12/2016. Il limite riscontrato rispetto a tale soluzione è legato all’autonomia decisionale delle Regioni che hanno approvato, ad oggi, differenti durate del periodo di deroga (dai 2 ai 12 mesi) e differenti criteri di accesso per le aziende.
Il rischio per i lavoratori è di una chiara disparità di trattamento e probabilmente nell’impossibilità di accesso se i criteri non rispondono a quelli approvati.
2) FIS (fondo integrazione salariale): è una forma di sostegno al reddito nei casi di non applicazione dell’istituto della cassa integrazione (ad es nelle aziende inquadrate nei Servizi).
Allegato Circolare INPS e Sintesi
L’Azienda ha dichiarato di voler allargare la platea dei lavoratori che verranno interessati dalla riduzione oraria, al fine di ridurne l’impatto sui singoli, con una percentuale media/max del 50%, passando da 40 a 55 dipendenti, le aree escluse resterebbero il commerciale e il marketing.
Saranno prese inoltre in considerazione eventuali possibilità di prepensionamenti, per i quali si stanno effettuando tutti i conteggi.
La delegazione sindacale ha richiesto di ampliare a tutta la platea dei lavoratori Piemme l’ammortizzatore sociale, per dare un segnale di uniformità e solidarietà a quei dipendenti sui quali pesa da anni la riduzione oraria.
La richiesta è stata respinta con la giustificazione che le due aree non impattate sono quelle che fanno crescere gli introiti aziendali e non possono quindi essere limitate da riduzioni orarie, seppur minime.
L’estensione della platea dei lavoratori coinvolti è stata ribadita con forza, insieme ad una riduzione della percentuale massima di riduzione oraria, anche dai dipendenti riuniti in assemblea subito dopo la conclusione dell’incontro.
Rispetto al pagamento dell’integrazione relativa al Cds in scadenza, si ribadisce che l’autorizzazione agli uffici preposti è già arrivata; si sta sollecitando per l’emissione del bonifico. L’azienda si rende disponibile ad anticipare eventuali mensilità (13° e 14°) ai lavoratori che ne facessero richiesta esplicita.
L’incontro è stato aggiornato a martedì 13 dicembre 2016 alle ore 14.30 presso la sede aziendale.

p. la Filcams Cgil
Loredana Colarusso