Piccoli negozi in affanno

17/07/2007
    martedì 17 luglio 2007

    Pagina 22 – Economia e imprese

    Commercio – Nel 2006 oltre 54mila chiusure per caro affitto e Gdo

      Piccoli negozi in affanno

        di Emiliano Sgambato

          Concorrenza della grande distribuzione e caro affitti mettono in crisi i piccoli negozi, sempre meno numerosi. Segnali positivi, arrivano però dalle vendite del primo trimestre 2007, che fanno registrare un aumento del 3,1% da parte delle piccole superfici contro il +2,9 della Gdo.

          Le cessazioni di attività delle imprese individuali nel settore del commercio sono state 54.844 nel 2006, mentre erano 48.472 nel 2005 e poco più di 46mila nel 2004 (dati Unioncanere). Al 30 giugno 2007 si registravano 638.436 piccoli esercizi, quasi l’1% in meno rispetto all’anno prima. Le aperture del 2006 invece compensavano quasi totalmente le chiusure. E adirittura il confronto tra il 2005 e il 2004 vedeva un saldo positivo a favore delle nuove attività. La situazione è tuttavia molto differenziata a livello territoriale, come segnalato dai Dorsi regionali de Il Sole-24 Ore del 4 luglio. A Napoli il calo tra giugno 2004 e giugno 2007 ha sfiorato il 10%, con ben 2.300 negozi chiusi in città e provincia solo nel primo trimestre 2007. Anche Milano è ben al di sopra della media nazionale con un calo del 5,6 per cento. A Torino e Palermo invece la crescita è sostenuta (vedi tabella).

          Roma è solo apparentemente in controtendenza: il saldo positivo del 2,1% è probabilmente trascinato dalla forte ripresa di tutto il settore (+5,5% di aperture totali). «La crescita c’è ed è trainata dal turismo e dalla vitalità della Capitale – commenta Walter Gianmaria, presidente di Confesercenti Roma – ma c’è una forte precarietà nella gestione e il problema del caro affitti è evidente. In centro un locale di 30-40 metri arriva a costare 15-16 mila euro al mese. Inoltre non mancano i settori in difficoltà come quello dell’abbigliamento».

          «Al problema dei costi degli immobili e alla concorrenza della grande distribuzione – conferma Renato Borghi, vice presidente di Confcommercio e dell’Unione commercio di Milano – si aggiunge un’elevato turn over con un alto indice di mortalità precoce: sintomo che l’importante spinta alla concorrenza introdotta dal decreto Bersani non è stata accompagnata da un percorso di sostegno». E sulla congiuntura aggiunge: «Mi piacerebbe venisse confermato il dato positivo sui piccoli operatori, sarebbe un successo per noi e un valore per i consumatori, ma è ancora presto per parlare di ripresa». Sulla stessa linea anche Mauro Bussani, vice direttore generale di Confesercenti che fa notare anche come «molti spazi nei centri storici risultano inutilizzati, cosa impensabile in passato».

          Secondo l’Osservatorio immobiliare agenzia del territorio, a Milano gli affitti sono i più cari d’Italia e arrivano a oltre 75mila euro annui per 100 mq in centro. Al secondo posto c’è Bologna con 66mila euro di canone massimo, poi Roma (52.800 euro la media delle zone più richieste) e Firenze (47.700). «All’inizio i commercianti hanno tentato di sostenere il peso dei canoni – commenta Lionello maggi, presidente di Fimaa (mediatori agenti immobiliari) di Milano – ma poi molti non sono riusciti a far fronte agli aumenti, anche oltre il 30% in tre anni».