Piccole imprese frenano il Tfr

27/03/2007
    martedì 27 marzo 2007

    Pagina 15 – Economia&Lavoro

    Piccole imprese frenano il Tfr

      La denuncia dei sindacati: azioni di dissuasione verso i lavoratori

        Milano

        Se dalle grandi e medie aziende c’è grande disponibilità a dare informazioni ai lavoratori sulla possibilità di conferire il Tfr ai fondi pensione, nelle piccole aziende non solo non c’è la stessa disponibilità ma spesso si incontra una vera e propria azione di «dissuasione». Lo sottolineano i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Morena Piccinini, Pier Paolo Baretta e Domenico Proietti in una nota congiunta.

        «Tante sono le assemblee di queste settimane – affermano i sindacati – soprattutto nelle aziende medie e grandi nelle quali si nota una disponibilità positiva a collaborare affinchè i lavoratori abbiano tutte le informazioni necessarie per decidere. Dobbiamo però registrare con preoccupazione la difficoltà a svolgere la medesima attività informativa verso i lavoratori delle piccole e medie imprese, con particolare riferimento a quelle al di sotto dei 50 dipendenti. Ciò non deriva tanto dalla minor presenza organizzata del sindacato all’interno delle imprese, ma piuttosto da una vera e propria azione di “dissuasione” che i datori di lavoro esercitano verso i lavoratori affinché lascino il loro Tfr in azienda».

        «Altrettanto grave e preoccupante – proseguono Cgil, Cisl e Uil – è la modalità con la quale banche e assicurazioni si rivolgono ai lavoratori per intercettare il loro Tfr, trattato come un risparmio finanziario, anziché come un elemento retributivo fondamentale di natura previdenziale. Nelle piccole imprese ciò avviene, spesso, con la disponibilità del datore di lavoro, al quale vengono offerti vantaggi finanziari legati alla sua attività o modalità di accesso al credito più vantaggiose di quelle di mercato, senza peraltro contestualmente rendere trasparenti ai lavoratori le condizioni contrattuali e i costi diretti e indiretti dei diversi prodotti. Ciò contribuisce a creare un clima che rischia di ostacolare le adesioni alle forme pensionistiche complementari di natura negoziale, privando i lavoratori delle prerogative e dei vantaggi messi a disposizione dalla contrattazione».