Piccola e grande distribuzione: incognita lavoro

02/05/2006
    sabato 29 aprile 2006

    pagina 9 – Economia

    Piccola e grande distribuzione, fiducia in calo e incognita lavoro

      E’ quanto emerge dall’indagine condotta dall’Isae su un campione di 1.000 imprese del settore.

        Scarse aspettative sul livello occupazionale; andamento degli affari altalenante; e giudizi negativi per approvvigionamenti e scorte. Non promette nulla di buono la fotografia scattata dall’Isae, su un panel di 1.000 imprese operanti nel settore della piccola e grande distribuzione. E anche tra i consumatori pesa l’incognita energia sul rincaro dei prezzi.

          Dalla ricerca condotta dall’istituto di studi e analisi economica, emerge, infatti, a marzo uno scivolone del clima di fiducia dei commercianti al dettaglio. Al netto della componente stagionale, infatti, il valore dell’indicatore sintetico � passato da 104,3 (variabile relativa al mese di febbraio) a 103,7. Ma, rispetto al mese scorso, si confermano ancora favorevoli le attese sul volume futuro delle vendite e degli ordini.

            Meno bene sul fronte lavoro. Le aspettative sul livello dell’occupazione si mantengono, infatti, stazionarie e il saldo destagionalizzato della variabile resta invariato a 17.

              Sfiducia anche nella gdo. Anche per la grande distribuzione, infatti, i valori sono rivisti in calo. E, in base a quanto rilevato dall’Isae, a marzo, i giudizi sull’andamento corrente degli affari peggiorano per il secondo mese consecutivo e il saldo destagionalizzato della variabile diminuisce ulteriormente il suo valore.

                Sulle aspettative a breve termine gli operatori commerciali denunciano un’evoluzione nel complesso favorevole per quel che riguarda il volume futuro delle vendite e degli ordini.

                  Nel complesso le intenzioni di modifica dei prezzi di vendita indicano un brusco rallentamento delle spinte inflazionistiche. Per quanto riguarda, poi, i prezzi le tensioni inflazionistiche appaiono, nel complesso, in attenuazione e ci� con particolare riferimento alla dinamica futura dei prezzi di vendita. Sulle aspettative di inflazione imprenditori e consumatori hanno fornito all’Isae segnali parzialmente differenti.

                    Nel caso degli imprenditori che producono beni finali di consumo, l’inchiesta condotta ad aprile ha messo in evidenza una attenuazione della tendenza all’aumento dei listini di qui ai mesi estivi, con una piccola riduzione del saldo tra la quota di imprenditori che prevedono nell’immediato futuro rincari dei listini e coloro che delineano possibili riduzioni degli stessi. I consumatori, invece, accanto a valutazioni relativamente ottimistiche sull’inflazione, cominciano a esprimere qualche timore sui prezzi nei prossimi dodici mesi a causa delle tensioni sui prezzi dei beni energetici.