Picchetti davanti a tutti gli Ipercoop

27/06/2002


MODENA giovedì 27 giugno 2002, S. Cirillo d’Alessandria


          Picchetti davanti a tutti gli Ipercoop
          La Cgil punta alla chiusura totale delle strutture commerciali

          Le segreterie Filcams-Cgil di Modena e Ferrara hanno confermato lo sciopero, in programma sabato nelle due province, nei supermercati e ipermercati di Coop Estense. Cgil ha annunciato presidi e manifestazioni di protesta nei cinque ipermercati emiliani, anche se – ha spiegato il sindacato – Coop Estense farà di tutto per tenere aperti i suoi iper, pur se con poco personale alle casse. Lo scontro sul contratto integrativo aziendale si fa sempre più acceso, ma se Cisl e Uil già la settimana scorsa hanno scelto di tornare al tavolo delle trattative, la Cgil non ci sta.

          di Stefano Bellentani

          Chiarire le proprie posizioni ed esprimere in modo inequivoco i motivi del dissenso verso le proposte di Coop Estense. Il duro conflitto in corso tra Cgil e la Coop ha convinto l’organizzazione sindacale della necessità di spiegare le proprie ragioni, e questo avviene su due fronti: le istituzioni ed i cittadini.
          Da un lato, proprio nella mattinata di ieri, una delegazione di lavoratori ha incontrato il segretario provinciale dei Ds, Ivano Miglioli, e, a seguire, i rappresentanti di Rifondazione, mentre oggi è previsto un incontro con il presidente della Provincia, Graziano Pattuzzi, e, se sarà possibile, col Sindaco Giuliano Barbolini. Dall’altro, in una conferenza stampa, sono stati ieri illustrati a tutti i cittadini i perché della lotta sindacale. «Lo sciopero di sabato – ha ricordato Giordano Fiorani, segretario Filcams Modena – coinvolgerà 3500 dipendenti, e si protrarrà per l’intera giornata. Sono previsti picchetti davanti ai cinque ipermercati di Modena e Ferrara».
          E’ possibile che lo sciopero venga annullato in extremis? Fiorani non lo esclude: «Siamo disposti a sospendere lo sciopero solamente se la Coop ci dimostrerà in maniera evidente che non ne esistono più i presupposti. In presenza di una generica apertura al dialogo, le trattative riprenderanno dopo la giornata di sabato. Se si dimostrassero reali le voci secondo cui Coop Estense è intenzionata a spostare i lavoratori che non scioperano dai piccoli e medi supermercati verso gli iper, per permettere a questi ultimi di tenere aperto, verificheremo se si tratta di un comportamento legale».
          L’accusa che più ha urtato in questi giorni la cooperativa, ossia quella di comportarsi come il Governo e Confindustria, non è stata risparmiata nemmeno ieri da Alberto Morselli, segretario Cgil di Modena: «In questa vertenza siamo di fronte alla volontà di Coop Estense di aumentare la variabilità dei salari. Coop Estense non vuole garantire ai figli gli stessi diritti dei padri, e noi non possiamo dire no a Berlusconi e sì agli altri: vogliamo che vengano trasferite ai nuovi assunti le medesime condizioni ed il medesimo trattamento economico previgente alla loro assunzione». Una possibile soluzione è stata illustrata da Giuseppe Ruzziconi, segretario generale Cgil Ferrara: «La controproposta all’offerta dell’azienda è questa: accettiamo che per i nuovi assunti passino tre anni prima che il salario diventi pieno, ma a quel punto bisogna che la retribuzione sia fissa e non variabile». Reazioni negative anche al comunicato di Legacoop: giudicati improponibili i paragoni coi contratti conclusi con cooperative di altre aree, mentre il presunto aumento dei costi del contratto, da 1,5 a 40 miliardi, deriverebbe da un calcolo errato.
          Intanto i Ds, dopo l’incontro con la delegazione della Filcams, invita le parti «ad abbassare i toni e riprendere il confronto dopo lo sciopero di sabato. E’ necessario giungere ad un’intesa rispettosa delle esigenze dei lavoratori e dello sviluppo della cooperativa, così come si è saputo fare in passato. Lo sforzo operato da Coop Estense per sviluppare ulteriormente la cooperativa al Sud, è un obiettivo che sosteniamo da tempo». I Ds giudicano però «impercorribile la ricerca di accordi separati che rischiano di distruggere il sistema delle relazioni sindacali, strategia contro la quale ci batteremo sia a livello locale che nazionale».