Piattaforma rinnovo CCNL Turismo Confcommercio 25/02/2002

Piattaforma di
Rinnovo CCNL Turismo

Assemblea Nazionale
FILCAMS CGIL
FISASCAT CISL
UILTuCS UIL

25 febbraio 2002
Hotel Universo – ROMA

Premessa

Il rinnovo del CCNL del Turismo rappresenta una nuova occasione per le parti di sviluppare un più avanzato confronto sia sulle politiche di settore che sulle politiche contrattuali di categoria.
Lo scenario ha visto in questi ultimi anni crescere continuamente il ruolo del turismo nel panorama economico generale.
Il fatturato del Turismo è di circa 140.000 Miliardi di Lire all’anno.
Nel settore la dinamica occupazionale negli ultimi anni e’ risultata sempre in crescita.

Con la progressiva riduzione dei tempi di lavoro, conseguenti anche alle crescenti innovazioni tecnologiche, in futuro il cittadino avrà più tempo a disposizione ed è quindi prevedibile che crescerà la domanda di impiego del crescente tempo libero, ma con una crescente competizione.

Una maggior competitività si ottiene soprattutto attraverso la qualità del servizio.

La qualità del servizio dipende anche da una buona qualità del lavoro nel settore e per questo il CCNL diventerà sempre più uno strumento importante nell’ambito del sistema di relazioni sindacali.

La diversa crescita tra valore aggiunto a prezzi correnti e retribuzioni ha registrato negli ultimi tre anni alcuni scostamenti ed esistono quindi le condizioni per un recupero di produttività e per un recupero delle differenze salariali registrate anche per la diversa dinamica tra inflazione programmata e inflazione reale.
L’occupazione e’ cresciuta nel turismo in quanto e’ anche aumentata la domanda turistica, ma occorre stabilizzare l’occupazione e le forme di impiego.
Per i prossimi anni si prevede una crescita del PIL ed anche la ulteriore crescita dell’incidenza dell’economia turistica sul pil.
L’attacco terroristico agli USA e lo scenario di guerra conseguente hanno generato seri problemi anche nel Turismo in tutto il Mondo e quindi anche nel nostro Paese ma occorre sviluppare – attraverso la capacità di confronto tra le parti e con le Istituzioni – nuovi strumenti contrattuali, anche attraverso la Bilateralità, ed extracontrattuali (norme sugli ammortizzatori sociali) in grado di superare le emergenze in modo più strutturato.

Contemporaneamente dovranno essere sviluppati e stabilizzati i tavoli di confronto costituiti sulle tematiche di settore a livello istituzionale sia al Ministero Attività produttive che nei singoli livelli regionali, partendo dalla occasione della applicazione della legge 135/01.
Il sistema di relazioni sindacali stabilito dal contratto dovrà essere sempre più consolidato e reso esigibile ai vari livelli di confronto individuati, anche al file di costruire un complesso di norme che favoriscano la contrattazione e la capacità negoziale di affrontare le tematiche di settore.
Per il settore del Turismo è indispensabile avviare un confronto istituzionale a partire dalla legge 135/01, in particolare sui seguenti temi:
Regole appalti, clausola sociale.
Lotta al lavoro nero e sommerso.
Previdenza obbligatoria in relazione al lavoro flessibile,
part-time,
lavoro stagionale
,
fisco,
applicazione erga omnes CCNL,
Figure professionali,
Standard minimi qualitativi ecc.

Relazioni Sindacali

Nell’ambito delle norme vigenti occorre continuare nella direzione della valorizzazione del secondo livello contrattuale, con particolare riferimento a quello territoriale. In questa direzione si citano a titolo esemplificativo:

a) la necessità di una migliore definizione nelle parti speciali delle materie previste al livello territoriale, in particolare sottolineando che a questo livello è applicato quanto previsto dall’accordo del 23-7-93 sulle materie non trattate al 1° livello e che sono per ciò stesso trattabili

b) Il Secondo livello di contrattazione nonostante i positivi sviluppi non e’ ancora praticato in modo generalizzato, a parte le aziende ed i territori dove tradizionalmente si sviluppa la contrattazione.
In alcuni casi vi sono state contrattazioni anche innovative, su singoli istituti contrattuali, da riportare nel CCNL.
Nel confronto negoziale occorre stabilire:
- regole certe per l’esercizio della contrattazione e per il superamento delle difficoltà nel sistema di relazioni sindacali che spesso si verificano a livello decentrato. E’ perciò necessaria una procedura che responsabilizzi le controparti sulla reale realizzazione della contrattazione a partire da verifiche semestrali nazionali e regionali;

- La contrattazione Integrativa in relazione alla flessibilità ed ai mercati del lavoro locali.
- L’attivazione degli strumenti di rilevazione e monitoraggio delle dinamiche del settore e del suo andamento, tramite gli enti bilaterali, superando i limiti attuali.

Nel contempo il crescente tasso di concentrazione e di multinazionalizzazione del settore rende necessaria la costruzione di specifiche procedure di rapporto con le aziende aventi dimensioni nazionali, e aziende con attività in più nazioni, anche in riferimento alla costruzione dei Cae ( Comitati Aziendali Europei ).

Diritti Sindacali

Si rileva una forte esigenza di costruire strumenti atti a rendere effettivi l’esercizio del diritto d’assemblea e alla rappresentanza sindacale, non esercitata per molti lavoratori del settore.
Occorre stabilire un sistema di regole e di diritti sindacali per il loro funzionamento , sulla scorta di quanto già previsto in analogia per i CAE da esercitare nel secondo livello di contrattazione.
Le difficoltà incontrate fanno si che si renda utile il concentrarci sulla istituzione di un ulteriore monte ore di permessi sindacali a livello interaziendale.

Diritti di Parita’

Procedere ad una revisione e ad una messa a punto degli strumenti contrattuali per la parità (pari opportunità, azioni positive) per una loro attivazione effettiva.
Inserire uno schema tipo di codice di condotta in materia di molestie sessuali e dignità della persona nei luoghi di lavoro, da adottare nelle aziende.
Prevedere azioni formative dedicate, per favorire le pari opportunità, azioni positive, ecc.
Applicazione della L. 53/2000 (congedi parentali).

Bilateralità

Realizzazione e rilancio dei compiti degli Enti stessi sia a partire dalla effettiva erogazione/valorizzazione di servizi previsti ( per es. Sostegno al reddito, banche dati sulle professionalità ) sia con l’estensione della tipologia dei servizi da offrire stabiliti dalla contrattazione collettiva.
Inoltre gli enti potrebbero funzionare come sportelli per i servizi di previdenza e assistenza complementare.
Consolidare il ruolo degli Enti Bilaterali. attraverso una rete degli stessi e promovendo l’adozione di standard minimi comuni di servizi in relazione alle attività individuate dalla contrattazione collettiva.
Il percorso della bilateralità dovrà puntare ad ottimizzare lo svolgimento di compiti contrattuali previsti, prevedendo anche fasi di unificazione degli stessi.
Valorizzare e rendere sempre più operative le Commissioni paritetiche conciliazione e arbitrato.
Occorre rilanciare i compiti delle commissioni paritetiche già previste dal DL. 80 e dalla contrattazione: interpretazioni ed applicazioni di norme contrattuali ai livelli di competenza

Formazione

La competitività si gioca anche con la qualità del servizio: e’ indispensabile agire rapidamente per garantire lo sviluppo della professionalità degli addetti del settore turismo: la formazione continua dovrà essere il vero investimento del futuro sia per le imprese che per i lavoratori.
Occorre inoltre garantire l’effettivo esercizio dei programmi formativi connessi a particolari tipologie d’impiego (Apprendistato, CFL, ecc.) anche sulla base di moduli e corsi predisposti e/o effettuati dagli Enti Bilaterali.
Concordare un sistema di formazione continua per il personale in forza alle aziende, anche per i lavoratori stagionali, in modo da permetterne l’inserimento in percorsi di carriera e sviluppo della professionalità.

Sviluppare ulteriormente la formazione al ruolo dei Rappresentanti Lavoratori alla sicurezza.
La contrattazione collettiva avrà un compito sempre più importante per legare i processi di formazione allo sviluppo della professionalità, anche attraverso l’utilizzo degli strumenti bilaterali esistenti.
Sviluppare il ruolo della contrattazione in relazione a: IFTS, UFC, occupabilità e riqualificazione

Valorizzazione della professionalità

Stante le profonde trasformazioni delle figure professionali sia per i processi di ristrutturazione avvenuti ed in corso, che per i processi di differenziazione e/o di concentrazione su specifiche tipologie di servizi. Nonché l’evidenziarsi di un processo di addensamento della manodopera su alcuni livelli parametrali, diverse tra le diverse parti speciali ( es. il 6s per attività di ristorazione in appalto ). Si ritiene necessario:

a)Modificazione della scala parametrale e del sistema di classificazione professionale in linea con le esigenze espresse, anche con l’obiettivo di costruire una dinamica professionale legata ai processi formativi ed alle modifiche all’organizzazione del lavoro. In questo senso va utilizzata e potenziata la strumentazione contrattuale sulla formazione mettendoci in condizione di fruire di tutti i cambiamenti introdotti in materia di formazione continua e di unita formative capitalizzabili.

b)Analisi della dinamica evolutiva dei diversi settori (strutture alberghiere, ristorazione, porti turistici, ecc.) e della dinamica evolutiva delle qualifiche al loro interno (sommelier, barman / barwoman, ecc.)

Inserire conseguentemente nelle diverse parti speciali nuove figure e profili professionali, anche assegnando al 2° livello contrattuale compiti specifici in materia;

Struttura e dinamica salariale

Ridefinizione della scala parametrale, anche in relazione a quanto previsto al punto precedente.
Incrementi della retribuzione sulla base dei criteri stabiliti dal protocollo del 23-7-93, tenendo conto della necessità e di recupero del potere di acquisto delle retribuzioni e del recupero della produttività.

Previdenza Integrativa

Facendo seguito alle intese contrattuali sottoscritte nel settore, occorre rilanciare la diffusione e le adesioni al sistema di previdenza complementare.
Per favorire ulteriormente la diffusione di tale istituto e’ necessario sviluppare anche il ruolo della bilateralità, verso un sistema di servizi in accordo con i fondi di previdenza di categoria.

Assistenza complementare

Si chiede l’istituzione di un fondo complementare di assistenza sanitaria. L’obiettivo potrebbe essere la costituzione di un fondo che inizi dalle esperienze maturate all’interno del QUAS con interventi focalizzati a specifiche aree non coperte dal SSN .
La platea di riferimento dovrebbe includere, ovviamente con meccanismi e garanzie specifiche anche i lavoratori temporanei e stagionali.
Il CCNL dovrà prevedere le necessarie destinazioni economiche per l’avvio di un sistema di assistenza integrativa.

Stagionalità

Nell’ambito del sistema di Contrattazione per i lavoratori stagionali occorre affrontare:
Erogazioni salariale in relazione ai premi di risultato ed ai premi di stagionalità.
Contrattazione delle forme di prestazione
Mercato del lavoro / diritto di precedenza
Salario differito / ind. Malattia / bilateralità
Situazione Fiscale e previdenziale (tavolo istituzionale/premessa)

Orario di Lavoro

Al fine di sviluppare ulteriormente e di stabilizzare l’occupazione è necessario disincentivare lo straordinario, aumentandone i costi e le relative indennità.

Diritti individuali

Separazione del periodo di malattia dall’infortunio, prevedendo per l’infortunio la conservazione del posto fino a guarigione clinica.
Rivedere normativa al fine di superare le possibili penalizzazioni in relazione al sistema previdenziale, per i lavoratori che percepiscano le indennità di malattia / infortunio

Quadri

Inserire nell’apposito capitolo “Quadri” la regolamentazione completa dei seguenti aspetti:
Assistenza Integrativa (Quas)
Formazione continua
Aggiornamento professionale
Trattamento per mobilità e trasferimento
Assicurazione responsabilità civile verso terzi

Sistema appalti

Quanto oggi previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro in materia di appalti, rappresenta un significativo punto di analisi delle problematiche relative alle regole che il mercato deve rispettare per garantire trasparenza e qualità del servizio agli utenti oltre alla stabilità occupazionale per i lavoratori che operano nel settore.
Occorre ora a nostro avviso che le parti passino dalle enunciazioni alla individuazione ed attivazione di strumenti che garantiscano l’efficacia dell’azione comune.
A tale scopo le parti dovranno prevedere:
·Compiti e funzioni che dovrà svolgere l’ente bilaterale in termini di: elenco delle imprese che applicano il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di settore; qualificazione e riqualificazione professionale;
·studi e ricerche sull’impianto delle regole da attivare nel settore; ecc.
·negli osservatori una apposita sessione per lo studio ed il monitoraggio dell’andamento degli appalti sia pubblici che privati.

Terziarizzazioni

Sviluppare un confronto documentato ed un sistema di regole al fine di evitare sistemi di appalto/terziarizzazione di singole cicli lavorativi, considerando i sistemi di organizzazione del lavoro nel loro complesso.

Internazionale

Come le altre regioni industrializzate del mondo, l’Europa deve affrontare una serie di grandi sfide come la concorrenza mondiale, la rapidità dei progressi tecnologici, l’introduzione della moneta unica e l’integrazione di nuovi Stati membri nell’ambito dell’Unione.
Tutte queste trasformazioni influiscono sulle relazioni industriali e la capacità dell’Europa di raccogliere queste sfide dipenderà in larga misura dalla qualità dei sistemi di relazioni industriali.
Il dialogo sociale europeo ha già compiuto notevoli progressi, le parti sociali hanno dimostrato un interesse crescente nello sviluppo del dialogo a livello europeo. Ciò può essere verificato nei contributi congiunti a livello settoriale con HOTREC e FERCO.
Ma il dialogo sociale non può limitarsi alle relazioni industriali, deve estendersi alle politiche di settore, la Direttiva sui CAE deve essere rafforzata e deve dare piena cittadinanza al sindacato oltre che al Consiglio d’Azienda.

Occorre creare nuovi e più efficienti canali per lo scambio di informazioni; abbiamo constatato ad esempio, soprattutto dopo l’11 settembre, che il confronto tra le parti non ha sviluppato quel necessario processo di coordinamento delle politiche da mettere in campo per fronteggiare i riflessi negativi.
Ciò è essenziale per lo sviluppo del dialogo sociale sia a livello europeo che nazionale perché consente alle parti di mantenere i propri componenti aggiornati su questioni che li interessano direttamente, rendendoli consapevoli degli sviluppi politici del settore. Il problema è che le attività del dialogo sociale e le politiche dei CAE non sono familiari ai lavoratori ed ai datori di lavoro negli Stati membri ed occorrerà invece consolidare una prassi negoziale in tal senso.

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     CCNL 1.07.1998 - 31.12.2001