Piano-welfare in cinque punti

11/09/2002





11 settembre 2002

LA PARTITA D’AUTUNNO


Piano-welfare in cinque punti

Sacconi e Sestini vedono i sindacati: «Niente tagli alla spesa sociale»


.

ROMA. Il confronto tra Governo
e sindacati riparte dalla spesa
sociale con la nuova conferma
che non ci saranno tagli. Un impegno
politico visto che ieri, giorno
dell’avvio del tavolo sul Welfare,
di cifre non si è parlato. È la
Finanziaria, ancora in corso
d’opera, che entrerà nel dettaglio
delle risorse disponibili e di come
incrociarle con la riforma fiscale.
Non ci sono stati sussulti,
quindi, ma piuttosto le tre confederazioni
aspettano di trovare,
nella prossima manovra, una traduzione
scritta della promessa
dell’Esecutivo. Un’attesa più fiduciosa
quella di Cisl e Uil mentre
la Cgil conferma lo scetticismo
sugli impegni del Governo.
Gli altolà, piuttosto, sono arrivati
lontano da Roma e dal tavolo di
confronto che «entro Natale» produrrà
un nuovo Libro bianco, questa
volta sui temi dell’assistenza.
Da Milano, dove Sergio Cofferati
è tornato ad avvertire il Governo
che con tagli alla spesa sociale ci
sarà rottura e da Taranto, dove
Savino Pezzotta ha chiesto
all’Esecutivo una prova di affidabilità
sugli impegni presi, mentre
Luigi Angeletti continua a non
vedere le ragioni, oggi, per lo
sciopero proclamato dalla Cgil.
Dunque dall’incontro di ieri, al
quale non era presente il ministro
Maroni, il segnale politico è stato
chiaro: non ci saranno colpi di
mano sulle risorse destinate ai
più deboli e alle famiglie. A ribadirlo
è stato il sottosegretario al
Welfare, Maurizio Sacconi, rinviando
però il dettaglio degli stanziamenti
alla legge finanziaria.
Diverso invece sarà il percorso
del Libro Bianco sul Welfare che
l’Esecutivo vuole centrare su cinque
priorità e su un nuovo ruolo
dei privati. «Come stabilito dal
Patto per l’Italia — ha spiegato
Sacconi —il Governo non taglierà
la spesa per le politiche sociali
ma cercherà di moltiplicare l’efficacia
degli stanziamenti pubblici
favorendo l’incontro con il privato
e il sociale». Non solo di obiettivi
strategici ma anche di stanziamenti
si parlerà nei prossimi incontri:
«Lo scopo — hanno commentato
Sacconi e la "collega"
del Welfare Grazia Sestini — è
di esaminare, monitorare e riqualificare
la spesa sociale, tenendo
conto del Fondo nazionale sulle
politiche sociali che mette a disposizione
3.122 miliardi di vecchie lire».
In realtà, prima della pausa
estiva, era stato proprio il ministro
Roberto Maroni ad annunciare
novità nella prossima Finanziaria.
E cioè, aumento delle detrazioni
fiscali per i figli a carico (a
oltre 550 euro), agevolazioni per
le giovani coppie sposate per l’acquisto
della prima casa (ma anche
aiuti gestiti dai Comuni per
l’affitto), voucher per gli anziani
non autosufficienti, un piano nazionale
degli asili nido con la
creazione di "case del bimbo"
aziendali. Misure che ora dovranno
"fare i conti" con la Finanziaria
e la riforma fiscale.
Il Libro bianco sulla spesa sociale
avrà però un percorso a sè,
che punta su cinque obiettivi: servizi
e giustizia fiscale per le famiglie;
sostegno alle povertà estreme;
interventi a favore dei non
autosufficienti; maggiore tutela
del mondo dell’handicap; avvio
di politiche per superare il problema
demografico. Maggiori servizi
infine dovranno essere garantiti
alle famiglie che hanno in casa
anziani non autosufficienti o disabili
(sono 1 milione e 800mila).
Insomma, parte il dialogo su
uno degli impegni scritti nel Patto
per l’Italia, mentre la prossima
settimana l’Aula del Senato riprende
l’esame del provvedimento
sulle nuove flessibilità. Invece,
del testo che contiene le misure
di riforma dell’articolo 18, si parlerà
solo dopo che Palazzo Madama
avrà dato il via libera al primo
disegno di legge.

LINA PALMERINI