Piano per rilanciare le terme

01/03/2005

    martedì 1 marzo 2005

    pagina 15 Turismo

    Piano per rilanciare le terme  
    Presentato ieri a Firenze durante convegno organizzato da Federalberghi. Accordo tra nove regioni a sostegno del settore

    Andrea G. Lovelock

    Al boom di aperture di centri benessere e spa all’interno di alberghi fa da contraltare la perdita di appeal delle tradizionali destinazioni termali. Così, per fornire il necessario sostegno al settore che registra cali di presenze intorno al 15% annuo, ieri a Firenze, nell’ambito del convegno organizzato da Federalberghi, è stato presentato il progetto interregionale ´Terme d’Italia’. L’iniziativa vede la Toscana regione-capofila e coinvolge anche Emilia-Romagna, Friuli, Veneto, Lombardia, Molise, Lazio, Campania, Sicilia e la provincia autonoma di Bolzano.

    Il progetto è riuscito a intercettare un finanziamento della Comunità europea di 4,3 milioni di euro e rappresenta lo sforzo strategico più impegnativo messo in campo finora in Italia. Tra gli obiettivi del progetto, illustrato da Paolo Bongini dell’assessorato al turismo della regione Toscana, ´c’è la valorizzazione dei comprensori termali, la destagionalizzazione dei flussi turistici e due attività preminenti: da un lato promuovere forme di integrazione fra terme, benessere, sport ed enogastronomia, e dall’altro sostenere l’aggregazione delle imprese. Per raggiungere questi risultati, il piano interregionale’, ha proseguito Bongini, ´attuerà mirate azioni, che vanno dalla comunicazione e promozione sui mercati strategici alla formazione e realizzazione di grandi eventi. Tutto questo per raggiungere, entro il 2007, una vera e propria rete regionale di siti termali, con un sistema integrato di strutture turistico-ricettive, operatori turistici e fornitori di servizi collegati all’offerta termale’.

    Come ha poi sottolineato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, ´occorre far uscire il termalismo dalla retorica del luogo di cura, ricollocando questa tipologia nel nuovo concetto di vacanze-benessere, che in altri paesi nostri competitor vanta ottime performance in termini di arrivi turistici. Possiamo anche copiare modelli esteri vincenti per allestire un’offerta appetibile, arricchendola di tutte quelle componenti e quei servizi tipici del wellness tanto richiesto da molti mercati internazionali. Sono anche convinto’, ha proseguito Bocca, ´che la privatizzazione delle terme e l’ingresso di operatori turistici nella gestione dei centri termali possano sicuramente aiutare a ricollocare il nostro termalismo nel grande circuito turistico internazionale. Abbiamo le location, adesso anche le risorse e non resta che attuare idee vincenti.

    Basti pensare che la sola Toscana vanta 25 località termali e che le attuali punte d’eccellenza sono costituite da Saturnia e San Casciano, destinazioni che sono riuscite a riposizionare la loro offerta attraverso un’adeguata qualificazione alberghiera e l’allestimento di servizi ed eventi di forte attrazione.

    Sostanzialmente la ricetta per il rilancio del turismo termale’, ha concluso Bocca, ´è tutta lì: valorizzare il territorio che gravita intorno alle terme, adeguare l’ospitalità, trasformare luoghi di cura in luoghi di vacanza, allestire un programma di eventi.

    Un’operazione resa impegnativa dall’attuale stato urbanistico presente nelle mete termali: a tal proposito l’architetto Giancarlo Galassi, consulente immobiliare di Montecatini terme, ha ricordato che ´ogni possibile rilancio deve partire dalla natura di ciascun luogo e costruirgli intorno la scenografia ideale con parchi, aree protette e percorsi naturali. Una destinazione termale deve impostare la sua ospitalità turistica sull’acqua come motivo conduttore, e se necessario riqualificare il territorio investendo sul bello’. (riproduzione riservata)